SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La recente moria di pesci nel fosso collettore della Sentina ha una causa. Dalle analisi delle acque, infatti, è stata rilevata la presenza di tracce di ammoniaca e tensioattivi, cioè residui di saponi sintetici e detersivi.
La morte dei pesci, rilevata il 5 agosto scorso, è dunque avvenuta per asfissia. Queste sostanze infatti causano un abbassamento del livello di ossigeno nell’acqua dolce e rendono difficile la vita per alcune specie e molti organismi acquatici
Dal consigliere comunale dei Verdi Andrea Marinucci scatta l’allarme: «Il Comune di San Benedetto del Tronto rischia seriamente di perdere la Bandiera Blu poiché i controlli della qualità delle acque marine vengono effettuati a ridosso di fossi e torrenti. Le conseguenze di tale declassamento sarebbero a dir poco disastrose per la nostra immagine turistica».

Ispezionando le fogne adiacenti al fosso collettore – che segna l’inizio del territorio di una Riserva Naturale regionale, ndr – è stato constatato che i pozzetti erano stracolmi di liquame consolidato che ostruivano il decorso regolare, scaricando nel fosso quando erano troppo pieni.

Il regolare funzionamento delle fogne è stato ripristinato con l’intervento del Ciip, anche se ci sono degli interventi strutturali da eseguire in tempi brevi.
Intanto i Vigili Urbani verificheranno l’origine degli scarichi attraverso l’ispezione degli insediamenti abitativi e produttivi vicini e degli eventuali allacci abusivi nelle condotte per le acque nere.

«Ora è compito dell’amministrazione comunale intensificare i controlli con un capillare monitoraggio dei fossi e dei torrenti. Noi dei Verdi ci impegneremo a reperire i fondi necessari per combattere e prevenire l’inquinamento delle acque nel nostro territorio», annuncia Marinucci.

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