GROTTAMMARE – Un sostegno immediato alle aziende vivaistiche potrebbe venire dalla sorgente Granaro, capace di assicurare 2/3 litri di acqua al secondo. La sorgente, fino alla chiusura avvenuta nel 1982, serviva come rifornimento idrico di una parte di San Benedetto del Tronto.

Il Ciip, durante la riunione di ieri – alla quale hanno partecipato anche le associazioni di categoria Coldiretti, Copagri e Vinea, la Regione Marche, la Provincia di Ascoli Piceno con l’assessorato all’Agricoltura e il Genio Civile, il Consorzio di Bonifica Aso-Tenna-Tronto, l’Ato, l’Autorità di Bacino, L’Arpam, l’assessore Avelio Marini e il delegato del sindaco di Ripatransone, l’assessore alle Attività Produttive, Francesco Mori – ha consegnato al sindaco Luigi Merli tutta la documentazione, per avviare un’indagine sul bacino grottammarese.

«Si è stabilito di effettuare due diversi tipi di analisi – spiega Merli, promotore e a capo del tavolo di lavoro – una più rapida, per verificare la consistenza dell’acquifero presente nella sponda nord del fiume Tesino per stabilire se è possibile utilizzare le riserve di quella zona anche per le aziende che hanno l’attività nella sponda a sud e sono già senza acqua; un’altra indagine conoscitiva dell’effettivo fabbisogno delle aziende interessate e poi un’indagine complessiva di vallata per verificare lo stato delle risorse idriche dalla collina sino al mare».

«La Provincia e i Comuni di Grottammare e Ripatransone – aggiunge Merli – si faranno carico di quanto necessario per questo primo intervento conoscitivo».

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