ASCOLI PICENO – «Per innescare una vera concorrenza nel settore, occorre una vera e propria concorrenza, occorre separare la proprietà dalla gestione della rete distributiva: soltanto con la conquista di un’autonomia imprenditoriale i gestori potranno offrire una gamma completa di servizi agli automobilisti, riuscendo anche a contenere il prezzo finale». È quanto sostiene Paolo Perazzoli – segretario regionale e provinciale della Confesercenti di Ascoli e Fermo – in merito alle polemiche sui prezzi dei carburanti ed alla conseguente convocazione dei petrolieri da parte del ministro per Sviluppo economico.
«Il sindacato Faib Confesercenti – si legge in una nota dell’associazione di categoria – manifesta grande attenzione al ministro Bersani, ma respinge in modo deciso la polemica dei petrolieri che imputano il maggior costo dei carburanti in Italia all’arretratezza degli impianti, in quanto oltre il 60% degli impianti stessi sono di proprietà delle compagnie: nessuno pertanto vieta loro di ammodernare la rete».
L’innalzarsi dei prezzi invece – secondo Faib Confesercenti – è piuttosto una conseguenza dei meccanismi strutturali e logistici del sistema: intensificarsi della pressione della domanda in alcuni periodi dell’anno, ma soprattutto mercato sostanzialmente bloccato, inchiodato su otto compagnie che controllano la raffinazione, lo stoccaggio, la logistica e la rete vendita. E l’unica uscita possibile da questo sistema petrolifero oligopolistico è quella della scomposizione del comparto, separando lo stoccaggio dalla logistica e dalla rete vendita.
La Faib ricorda che quando ci sono ricavi, a giovarsene – per il meccanismo moltiplicatore delle accise – sono prima di tutto le casse dello Stato e poi le compagnie petrolifere, mentre i gestori ricevono un margine fisso che è immutabile, assolutamente irrisorio e in continua e costante erosione.
«La Faib – conclude la nota – condivide l’operato del ministro Bersani, ma invoca nel contempo un intervento che ridefinisca i ruoli dei protagonisti, dando la possibilità agli operatori del mercato al dettaglio di approvvigionarsi non in regime di monopolio ma sul libero mercato, in modo che possano rifornirsi alle migliori condizioni economiche».
Inoltre, secondo la Faib, «il Governo deve pensare a misure che favoriscano il pluralismo economico tra gli operatori del mercato petrolifero e a strumenti capaci di far crescere l’associazionismo tra gestori per rendere indipendenti quote crescenti della rete e per ammodernare le strutture delle stazioni di servizio».

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