SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Undici bandi di gara, altrettanti servizi sociali appena dati in gestione per tre anni dal Comune alle cooperative aggiudicatarie; ancora nessun ricorso da parte delle cooperative partecipanti che non hanno ottenuto gli appalti. Un risparmio per il Comune di 300 mila euro rispetto alla quantità di fondi impegnati per i Servizi Sociali in sede di bilancio preventivo.
L’assessore ai Servizi Sociali Loredana Emili e il dirigente Giovanni Alleva hanno tracciato un’analisi molto positiva sugli esiti dell’affidamento dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, dell’assistenza domiciliare ai disabili, dell’assistenza ai minori nelle Case Famiglia e della gestione dei Centri Ricreativi Estivi per i bambini.
«Una decisione innovativa quella di indire bandi di gara a evidenza pubblica», annuncia la Emili. In precedenza il Comune affidava questo tipo di servizi con il metodo della trattativa privata.
«Nel frattempo la normativa si è evoluta anche grazie al nuovo codice degli appalti pubblici, che fissa anche i tetti massimi di ribasso nelle offerte», ammette il dirigente Alleva.
I bandi di gara sono stati pubblicati sul Bollettino della Regione Marche, vi hanno risposto cooperative da tutta la penisola e gli esiti saranno pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell’Unione Europea.
LA QUALITA’ DEI SERVIZI Secondo la Emili l’aumento delle spese annue del Comune comporterà un miglioramento della qualità dei servizi offerti. Le undici convenzioni costeranno al Comune un totale di tre milioni di euro, mentre finora la spesa totale ammontava a due milioni e 468 mila euro. Ci sono stati ribassi solo per i Centri Ricreativi Estivi, per il Nido Estivo («ma faremo un nuovo asilo nido», annuncia la Emili), per l’Informagiovani e per il Centro Giovani.
I costi sono saliti anche in virtù dell’adeguamento ai tariffari regionali, ma il risparmio di 300 mila euro rispetto al bilancio comunale di previsione deriva dai ribassi presentati dalle cooperative aggiudicatarie e dal fatto che alcune cooperative hanno offerto dei servizi aggiuntivi a loro carico.
Un esempio? Il Centro Sociale Primavera offrirà un servizio di parrucchieria per donne con un taglio e piega gratuiti mensili; preparerà pasti per i Centri Diurni convenzionati; offrirà un servizio mensa agli anziani non abbienti aderenti al circolo ricreativo Disco Verde. Unico fra i centri sociali cittadini, trasformerà i contratti di lavoro del personale da tempo determinato a tempo indeterminato.
Il Ce.di.Ser “L’Arcobaleno” e il centro diurno Biancazzurro offriranno un servizio di nuoto e piscina agli utenti.
NUOVI CAPITOLATI D’APPALTO Ogni tre mesi le cooperative esibiranno la copia dei regolari versamenti dei contributi ai lavoratori e delle quote orarie corrisposte secondo i contratti collettivi di lavoro. Inoltre nei capitolati d’appalto si distingueranno chiaramente le spese ordinarie a carico delle cooperative e quelle a carico del Comune.
LA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI Per il momento rimangono invariate le quote versate dalle famiglie di coloro che necessitano dei servizi offerti dalle cooperative. Ma non si escludono rialzi in futuro. Del resto i costi per il Comune salgono. Basti pensare alla cifra pagata per l’assistenza ai minori nelle Case Famiglia (400 mila euro l’anno; ogni giorno passato da un minore nelle Case Famiglia costa circa 100 euro al Comune). Una cifra destinata a salire anche in virtù dell’aumento dei minori extracomunitari in situazioni di disagio.

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