COSSIGNANO – È l’unico Santo rappresentato a cavallo e già lo festeggiavano dal 1303, a Cossignano ovviamente. Torna la festa del patrono San Giorgio, il 10 e 11 agosto, nel Borgo medievale, in un’atmosfera di altri tempi, con cavalieri, dame, maghi e giullari.

San Giorgio era capo dei quindici martiri ausiliatori del popolo di Cossignano. La storia narra che nel 1303, millenario del martirio, fu inaugurata la campana bronzea della torre civica del paese, invocando il santo soldato come patrono e “avvocato” di un comune che soltanto da pochi anni era pienamente titolare della sua autonomia.

«Convinta di appartenere ad una nobile stirpe guerriera  -spiega Roberto De Angelis Sindaco di Cossignano – la comunità cossignanese ritrova il suo carattere combattivo nel motto della terra: ferax et ferox, terra e ferro, sia coltivatori che militari.

Il ritrovamento di diversi e ricchi corredi dei guerrieri piceni, la carriera del cossignanese Lucio Afranio, generale e console romano, l’originario nome Castellum Martis, forse residuo di un luogo di culto dell’antico dio della guerra, e nella originaria fondazione della cura di S. Giorgio, di cui si disconosce quando e dove sia stata costruita la chiesa: tutto questo verrà fatto rivivere nei due giorni di festa medievale, una festa che fa riscoprire le radici cittadine attraverso spettacoli ed animazione».

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