ASCOLI PICENO – Davanti al giudice per le indagini preliminari ribalta le accuse la badante di origini calabresi che è stata arrestata a Centobuchi di Monteprandone con l’accusa di aver tenuto segregata un’anziana di 77 anni affidata alle sue cure e averla costretta per mesi a chiedere l’elemosina davanti a chiese e luoghi di culto, fra cui anche il santuario della Madonna di Loreto.
L.G., la 64 enne badante gravata dalle accuse, sostiene che da parte sua non c’è stata nessuna costrizione in quanto l’abitudine di elemosinare dell’anziana assistita deriverebbe da problemi avuti con l’alcol in passato; secondo le accuse invece sarebbe il vizio del gioco della badante ad aver portato l’anziana sulla strada dell’accattonaggio forzato.
Il gip di Ascoli ha però convalidato il fermo della badante, concedendole tuttavia gli arresti domiciliari. Le accuse nei suoi confronti sono sequestro di persona, circonvenzione di incapace, lesioni personali e riduzione in schiavitù.
L.G. è stata rinchiusa nel carcere di Castrogno dopo che lo scorso 3 agosto i Carabinieri di San Benedetto del Tronto erano entrati nell’appartamento dell’anziana in vicolo Matteotti, trovandola in condizioni pietose: chiusa a chiave in una stanza, con lividi in varie zone del corpo, oltre a una lesione al dito piuttosto seria.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 643 volte, 1 oggi)