SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il fosso collettore che delimita il confine nord della Riserva Naturale della Sentina è di nuovo inquinato, dopo lo sversamento di idrocarburi effettuato da ignoti pochi mesi fa.
Nelle sue acque ci sono decine di pesci morti. Il consigliere comunale dei Verdi Andrea Marinucci, insieme alla Polizia Municipale e all’assessore all’Ambiente Canducci, hanno fatto un sopralluogo a monte del canale e in corrispondenza del sottopasso ciclabile in via dell’Airone hanno notato uno scarico d’acqua scura e maleodorante.
Con non poca fatica Marinucci, una tecnica dell’Arpam, un tecnico del Servizio Veterinario dell’Asur e il signor Giorgio Camaioni del comitato di quartiere Sentina hanno prelevato alcuni pesci vicino all’argine del canale, alto circa tre metri, e hanno studiato il percorso della condotta che scarica al fosso che porta direttamente preso alcune fabbriche limitrofe dove è stata individuata una fogna in disuso seminascosta da cui scorreva lentamente una sostanza gelatinosa bianca.

«Non avendo i mezzi adatti per fare un rilievo sufficiente –afferma Marinucci – abbiamo avvertito l’assessore all’Ambiente che si è impegnato a far eseguire controlli più accurati al reparto specifico della Polizia Municipale coordinata dal Tenente Brutti».

Quello che auspica il consigliere comunale è la creazione di un nucleo di controllo interforze per il censimento di tutti gli scarichi nel fosso collettore, lungo 6 chilometri.

«I cittadini devono capire che l’abuso ambientale è reato e può essere punito anche penalmente quindi è ora che l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine si attivino congiuntamente per fare concretamente prevenzione ma soprattutto per scoprire i colpevoli».

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