GROTTAMMARE – Anche la seconda serata è andata, fra Giardino Comunale pieno – molti i turisti presenti – grandi nomi fra gli ospiti e i sei cabarettisti in lizza per il premio.

Ieri sera la giuria ha dovuto faticare, e non poco, per selezionare i tre finalisti per la serata di oggi, 5 agosto: e se venerdì il pubblico ha pienamente acconsentito alle scelte della giuria (Gino Troli, Cristiana Merli, Massimo Locuratolo, Elisabetta Castiglioni, in più rispetto a ieri sera Riccardo Benini, direttore artistico del Cabaret Emergente di Modena, e Piero Cesanelli, direttore artistico di Musicultura festival), ieri sera si sono sentiti dei fischi a fine serata. Tenuto conto che i semifinalisti erano quasi tutti allo stesso livello, ciò che ha infastidito è stato probabilmente il cambio di criterio, che ha escluso un concorrente che ha avuto qualche consenso in più dal pubblico.

Se infatti venerdì i tre finalisti sono stati selezionati in base ai testi presentati, alla presenza scenica e alla risposta del pubblico, ieri sera i criteri sono stati «originalità, qualità del testo e la non volgarità dello stesso», dalle parole del portavoce della giuria, Massimo Locuratolo. Un cambio in corso di criteri che, in genere, non è consentito ai concorsi e che ha portato, quindi, un dissenso.

Passano alla finale di stasera, domenica 5 agosto, Toni Bonji, un leccese che gioca con le parole, costruendo un monologo grazie alla sua capacità dialettica fluente; Omid Maleknia, l’unico cabarettista iraniano che ha preso parte alle finali del festival, che ha fatto ridere parlando delle difficoltà comunicazionali di un extracomunitario in Italia; e Antonio Riscetti, napoletano ex artista di strada alle prese con i viaggi e le differenze culturali.

Non passano il turno Pierluigi Patimo, da Bari, che ha portato in scena un originale modo di fare musica, interpretando un messicano “Mariachi”; Paolo Sesana, milanese, che ha interpretato l’uomo più lasciato d’Italia e l’unico duo, l’unica quota rosa marchigiana Maria Ferroni e Marilena Imbrescia che, in una sorta di intervista doppia, hanno interpretato la classica massaia e la donna manager, concludendo lo sketch in una battaglia alla Gundam con matterelli rotanti e orecchini perforanti.

Anche nella seconda serata non sono mancati ospiti di riguardo.

Stefano Vigilante ha interpretato, camminando fra il pubblico, un vigile che tutto multa, prendendosela – oltre che col pubblico e son i due presentatori, Carla Signoris e Savino Cesario – anche con Massimo Rossi, presidente della Provincia, per «detenzione di stupefacenti», immaginando forfora sulla giacca nera. Un’ottima capacità di coinvolgere il pubblico, insomma.

Bravissimi i Bianchi e Pulci, che hanno portato sul palco prima di uno dei loro personaggi più ilari, il giudice Santi Licheri di Forum, e poi la gag del mimo che invece di raccontare favole, spara ai tre porcellini e sega a metà Pinocchio.

Sul palco anche il duo premiato dalla critica del Festival emergente di Modena, le Duetorri, coppia bolognese decisamente ben rodata.

Sul palco anche Marco della Noce con il suo ormai popolare personaggio Oriano Ferrari, capo meccanico del box Ferrari, con le sue gag da Sochmacher ha raccontato il dietro le quinte della Formula 1.

Addirittura ovazione per Paolo Migone, il comico livornese di Zelig, che ha tirato fuori dal suo repertorio le migliori storie di incomprensione con la moglie, le differenze, le frustrazioni quotidiane, i tic in cui tutte le coppie sposate, in un modo o nell’altro, si riconoscono.

Domenica 5 agosto l’ultima serata. I concorrenti finalisti dunque sono Duilio Martina, Antonio Mustillo e Camillo Toscano selezionati venerdì 3 agosto, e Toni Bonji, Omid Maleknia e Antonio Riscetti, selezionati sabato 4 agosto.

Gran finale stasera con la consegna dell’Arancia d’oro a Maurizio Crozza – ieri sera ci aspettavamo almeno un suo saluto, anche fuggente, sul palco. Ospiti Dario Vergassola e David Riondino, Marco Marzocca, Gennaro Calabrese e Marco Dondarini, vincitore del Cabaret Amoremio! 2006.

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