MONTEPRANDONE – Una badante avrebbe tenuto segregata l’anziana invalida a lei affidata, usando anche le maniere forti per costringerla a chiedere l’elemosina. L’increscioso episodio sarebbe andato avanti per diverso tempo a Centobuchi, dove risiedeva l’anziana 77 enne. La sua presunta aguzzina è una donna di 64 anni, L. G., originaria della Calabria.
I soldi così raccolti dalla badante venivano utilizzati per giocare al Bingo e al videopoker. Con questa accusa i carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno arrestato la 64 enne calabrese; entrando nella casa dell’anziana, i cui due figli risiedono a San Benedetto del Tronto, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte a una scena inquietante. L’anziana invalida era chiusa a chiave in una stanza e aveva lividi in varie zone del corpo, oltre a una lesione al dito piuttosto seria.

Pare che la badante costringeva la sua assistita a chiedere l’elemosina davanti a chiese e santuari, non solo della zona. Probabilmente L.G. preferiva condurla davanti a luoghi religiosi lontani da Monteprandone per evitare che persone che conoscevano l’anziana potessero notare la sua triste situazione e insospettirsi. Centobuchi è un piccolo centro e desta sicuramente attenzione il fatto che un’anziana del posto chieda l’elemosina di fronte alla chiesa. Di fatto l’anziana non viveva in condizioni di indigenza, dato che percepiva una pensione e l’indennità di accompagnamento per la sua invalidità.

La badante prestava servizio nella casa di Centobuchi da due anni e sembra che si fosse conquistata la piena fiducia della famiglia dell’anziana. Ora deve rispondere delle accuse di sequestro di persona, circonvenzione di incapace, lesioni personali e riduzione in schiavitù. Per lei si sono aperte le porte del carcere femminile di Castrogno.

L’anziana è stata affidata alla figlia.

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