GROTTAMMARE – Se il bisogno aguzza l’ingegno, la crisi idrica che sta mettendo in ginocchio il settore vivaistico grottammarese sta finalmente costringendo istituzioni e operatori del settore a pensare a soluzioni di irrigazione alternative.
Una di queste, sollecitata dal consigliere comunale dell’Udc Roberto Marconi (nonché vivaista) è quella di utilizzare l’acqua in uscita dal depuratore comunale per l’irrigazione dei vivai: «In questi giorni mi sono informato sia presso i tecnici del depuratore comunale, che si trova in zona ex Fornace Mariani, sia presso il Consorzio Idrico. Ebbene, dal depuratore, ogni ora, fuoriescono mediamente 2.750 quintali di acqua, pari a 275.000 litri».
Un piccolo “tesoretto” idrico che risolverebbe molti problemi per il vivaismo e l’agricoltura locale. Ma l’acqua depurata è adatta per l’irrigazione? Con le opportune analisi, certamente: «Attorno al depuratore crescono moltissime piante che si nutrono dell’acqua in uscita» afferma il consigliere di opposizione. Inoltre in moltissime città questo procedimento è stato attuato e sperimentato con successo (clicca qui per leggere un interessante link).
Le acque in uscita dal depuratore, dunque, potrebbero nel prossimo futuro essere utilizzate, sia direttamente o tramite una opportuna ulteriore fase di depurazione, magari, spiega Marconi, «incamerandole in grandi vasche in modo da garantire una opportuna vicenda».
Marconi torna anche alla riunione di giovedì 2 agosto, che si è svolta al Comune di Grottammare, e che ha visto un incontro tra il Sindaco e i rappresentanti del settore vivaistico: «Purtroppo sono stato allontanato da Merli, il quale non voleva che io potessi parlare in quella sede, in quanto rappresentante politico, pur svolgendo la professione di vivaista».
Marconi precisa di essere favorevole a tavole rotonde che affrontino il problema dell’emergenza idrica, anche se, ricorda, «avevo sollecitato interventi del genere già dallo scorso mese di marzo, durante un consiglio comunale, sentendomi però rispondere ironicamente da Merli (“non posso mica fare il rabdomante”). Gli incontri di questi giorni non servono a risolvere il problema per questa estate, ma, eventualmente, a trovare soluzioni a partire dall’anno venturo».
«Tutto ciò dimostra che le decisioni partecipative tanto sbandierate da questa amministrazione sono solo fumo negli occhi per la popolazione. In pratica, quando invece ci sono serie proposte da parte dei cittadini o dei consiglieri d’opposizione, esse non vengono tenute in considerazione anche se sono valide. Infatti non sono stato ascoltato né come cittadino, né come vivaista e né come consigliere comunale», conclude Marconi.

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