SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Serata con il giornalismo d’inchiesta alla Palazzina Azzurra, venerdì 3 agosto alle 21,15 con ingresso gratuito, per la rassegna “Incontro con l’autore”, organizzata dalla libreria “la Bibliofila” nell’ambito del cartellone di manifestazioni estive “Scenaperta” dell’amministrazione comunale.
Lirio Abbate e Peter Gomez presentano il loro libro “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” (Fazi, 2007, 353 pagine, 15 euro). La serata sarà condotta dal sostituto procuratore Ettore Picardi e dal giornalista del Messaggero Patrizio Patrizi.
Peter Gomez collabora con “l’Espresso” e “Micromega” dopo aver scritto per “Il Giornale” di Montanelli e per “La Voce”. Deve la notorietà presso il grande pubblico anche alla sua collaborazione con Marco Travaglio. Nei suoi libri così come nei suoi articoli continua a denunciare gli scabrosi rapporti tra politica, alta finanza, corruzione e mafia.
Lirio Abbate comincia la sua carriera giornalistica nel 1990 al “Giornale di Sicilia” di Palermo, dove rimane fino al 1997. Cronista della Stampa di Torino dal 1998, segue i processi e le inchieste di mafia, occupandosi in particolar modo dei rapporti tra criminalità organizzata e politica. In Sicilia si ritrova unico giornalista presente sul luogo al momento della cattura del capomafia Bernardo Provenzano, potendo così dare la notizia della cattura con tutti i particolari del blitz in diretta.
Da uno dei maggiori giornalisti d’inchiesta italiani e da un grande esperto di cose siciliane, un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per 43 anni.
Un viaggio nella Mafia spa, un’organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l’università. In questo quadro l’arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 3.855 volte, 1 oggi)