GROTTAMMARE – Cosa fare contro l’emergenza idrica di questa estate che ha colpito gravemente il distretto vivaistico della Valle del Tesino? Politici e tecnici stanno studiano le soluzioni da adottare ma finora sono stati fatti solo piccoli passi avanti verso una gestione concertata dell’emergenza idrica attuale e di quelle che purtroppo si riproporranno in futuro Intanto i Comuni di Grottammare e Ripatransone hanno avviato le pratiche per richiedere lo Stato di Emergenza al Governo per l’emergenza idrica che danneggia gravemente l’importante distretto vivaistico.

Molti, come l’ingegner Del Papa del Consorzio di Bonifica Aso-Tenna-Tronto, hanno cercato di proporre uno schema risolutivo del problema: «Per le emergenze immediate c’è una disponibilità di acqua nella Vallata del Tronto che può essere prelevata dopo aver avvertito, logicamente, i nostri uffici di Pedaso o Colli del Tronto. Per la Vallata del Tesino dovremmo rispolverare con la Provincia vecchi progetti di intervento. A breve termine potremmo intervenire con un campionamento delle necessità e creare degli accumuli aziendali».

Nessuno nega che questo problema sia stato posto con molto ritardo come ha sottolineato l’intervento polemico di Roberto Marconi, consigliere di opposizione dell’Udc e vivaista: «Avevo sollevato la questione a marzo per tentare di iniziare a parlare di queste problematiche. Fare queste riunioni adesso serve a poco, ma fin da adesso se ne devono fare altre per la prossima stagione. Avevo anche proposto l’utilizzo dell’acqua del depuratore, e stiamo parlando di circa 2000/3000 quintali/ora».

Secondo il sindaco Merli questa proposta è insufficiente: «Una scelta di tal genere non risolverebbe il problema poiché l’acqua del depuratore deve essere diluita a sua volta con acqua pulita,e quindi bisognerebbe cercare altre risorse».

Per adesso solamente Enrico Calcinaro del Ciip è riuscito a fare il punto della situazione, tracciando il percorso entro cui le amministrazioni e gli enti dovranno muoversi in futuro: «Come prima cosa occorre un monitoraggio dello stato idrogeologico della zona per individuare risorse potabili o da destinare all’agricoltura. Poi occorre individuare quali depuratori si possono utilizzare – sarebbe opportuno scegliere quelli più lontani dalla costa – e contemporaneamente cercare di attivare quello di Santa Maria Goretti. Il tutto poi deve portar al coordinamento degli interventi e dei soggetti interessati, creando una utile cartografia di tutti i pozzi disponibili».

All’incontro tecnico erano presenti rappresentanti dei Comuni di Grottammare e Ripatransone che si sono confrontati con gli esponenti dei numerosi enti locali (Consorzio di Bonifica, Autorità di Bacino, Arpam, Ciip e Coldiretti).

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