SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Equilibrio. L’aggettivo per descrivere la Serie D è sempre quello. Poco importa se il girone in cui hanno inserito la tua squadra è stato rivisto e corretto.
«Non mi aspettavo questo rimescolamento con formazioni più a sud», fa comunque presente l’allenatore del Grottammare Domenico Izzotti in merito al varo dei gironi per la stagione 2007-2008.
Il raggruppamento F, quello dove figura la formazione biancazzurra, vede al suo interno, oltre al plotone delle squadre abruzzesi – il più numeroso: 7 – alcune new entry: le umbre Narnese e Arrone, ma soprattutto le molisane Bojano, Nuovo Campobasso, Olimpya Agnonese e Venafro.
«Dare giudizi è sempre abbastanza difficile – commenta il tecnico del Centobuchi Sestilio Marocchi – Certo è che il Campobasso conferisce parecchio prestigio al nostro girone. Non c’è più il Fano, ma ci sono i rossoblu molisani e comunque la presenza delle abruzzesi è sempre sinonimo di difficoltà ed equilibrio. I campi del Sud? Cambia poco, non è facile nemmeno giocare in Abruzzo. E poi si sapeva che sarebbe stata dura: spero che per il 2 settembre ci faremo trovare pronti. C’è l’antipasto di Coppa Italia (il 19, a Sant’Egidio): un test importante a due settimane dal via del campionato».
Il “collega” Izzotti fa notare: «La presenza di formazioni del Sud non ritengo possa costituire un problema. Siamo nel 2007, non è più come venti o trenta anni fa, quando anche e soprattutto a questi livelli certi campi presentavano condizioni ambientali proibitive». Considerazione generale: «In tutti e 9 i gironi i valori si equivalgono. Fa poca importanza stare più a Sud o, viceversa, più a Nord. In ogni caso non è nel mio stile preoccuparmi delle avversarie. Sarò invece attento alla mia squadra: mi preoccuperò che i ragazzi seguano le disposizioni e se la giochino in qualunque campo e contro qualsiasi avversario».
A tale proposito buone indicazioni si potranno trarre dalla sfida di Coppa Italia contro il Tolentino: «In quell’occasione – spiega Izzotti – vorrò vedere un Grottammare organizzato e motivato, ma non mi preoccuperò del risultato. Quello sarà un aspetto che prenderemo in considerazione più avanti, quando si comincerà a fare sul serio».

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