SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Approvazione definitiva, durante la seduta di lunedì 30 luglio del Consiglio comunale, per la variante normativa all’articolo 48 delle Norme tecniche di attuazione del vigente Piano regolatore generale. La prima approvazione era stata votata dal Consiglio lo scorso 15 dicembre, anche in quell’occasione a maggioranza (questa volta si è astenuta Palma Del Zompo, Ds).

Il consigliere di maggioranza Leo Sestri (Sdi) aveva posto una questione pregiudiziale e chiesto il rinvio del punto per approfondimenti (clicca QUI). La proposta è stata respinta, con voto a maggioranza. Sestri non ha poi partecipato al seguito dell’assise. Il suo compagno di partito Giuseppe Laversa ha invece votato l’atto.
Dopo l’approvazione del 15 dicembre (clicca QUI), i proprietari delle aree hanno presentato 11 osservazioni al Comune: solo due sono state parzialmente accolte.
Lo scopo della variante normativa è quello di salvaguardare le aree destinate a Verde, Servizi, Attrezzature di Quartiere (nelle quali non è stato ancora realizzato quanto pianificato), in vista dell’elaborazione del nuovo Piano regolatore. Si tratta di 67 aree, per un totale di circa 93 ettari.

Secondo gli uffici tecnici del Comune la salvaguardia dei vincoli permetterà ai privati di realizzare interventi di interesse pubblico in quelle aree. Per esempio parcheggi sotterranei con un’area di verde pubblico in superficie. Il privato, secondo la ratio della variante, ottiene i benefici della realizzazione dell’opera (conforme allo standard urbanistico) e il Comune salvaguarda gli standard di Verde e Servizi (24 metri quadrati per abitante equivalente) senza esporsi al rischio di ricorsi da parte dei proprietari delle aree in situazione di stallo per la scadenza dei vincoli.
Durante la trattazione della variante sono state votate le 11 osservazioni presentate dai cittadini. Solo due – presentate da Paolo e Pietro Laureati – sono state parzialmente accolte, riconoscendo volumi leggermente superiori a quelli di altre aree destinate a verde e servizi. Un parere sulle osservazioni era stato fornito agli uffici comunali dal professor Fabrizio Lorenzotti, docente di Diritto amministrativo all’Università di Camerino, consulente dell’ufficio legislativo della Regione Marche.
Forza Italia non ha accettato di discutere ed è uscita dai banchi del Consiglio. Già in commissione consiliare il capogruppo Gabrielli – che ha presentato un’osservazione alla variante poi respinta – aveva ventilato la possibilità di danni economici per i proprietari. Luca Vignoli (An) ha lamentato la mancanza di partecipazione: «Lo Sdi conta poco in questa maggioranza, visto che non è stato ascoltato. Credo che chi ha votato la delibera lo abbia fatto o per cieca fede politica, o per fiducia incondizionata nei tecnici o perché spera di essere accontentato in qualcosa».
Il suo collega Giorgio De Vecchis sostiene che si tratti di una variante sostanziale: «Si salvaguardano servizi che sono tali solo sulla carta. C’è una dirigentocrazia in questo Comune».
Il sindaco Gaspari ha così risposto: «Si chiede più tempo ma è auspicabile che si faccia uno sforzo a entrare nel merito della variante. Abbiamo evitato di richiamare i buoi una volta che sono già usciti dalla stalla».

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