MARTINSICURO – Ieri sera, 29 luglio, presso il Tempo Libero di Martinsicuro è stata di scena la grande musica dei Pooh. Quarant’anni di carriera sono stati ripercorsi attraverso l’esecuzione di numerosi successi indiscussi.

1800 i biglietti staccati in prevendita, ai quali si devono però aggiungere tutti coloro che, numerosi, hanno deciso di partecipare all’evento acquistando all’ultimo momento i ticket all’ingresso della struttura polisportiva.

Red Canzian, Stefano D’Orazio, Roby Facchinetti e Dodi Battaglia sono saliti sul palco tra gli applausi del pubblico. Tra le prime canzoni l’intramontabile Piccola Katy. «Tre sono state le cose che ci hanno permesso di andare lontano: la musica, la buona stella e l’amicizia» ha dichiarato Facchinetti, e le sue parole hanno fatto da prologo alle note di Si può essere amici per sempre, a cui ha fatto seguito Il cielo non finisce mai, Cercando di te, Dimmi di sì, e la suggestiva versione acustica di Fotografie.

I brani hanno entusiasmato il pubblico, in media composto da quaranta-cinquantenni anche se non mancavano diversi giovani che accompagnavano con la propria voce le canzoni del gruppo.

«Avevamo deciso di prenderci un anno sabbatico e di stare lontani dalla musica per riflettere – ha proseguito in un altro momento del concerto Red Canzian – ma, scusateci, non ci siamo riusciti. E’ troppo grande la voglia di suonare ed eccoci qui insieme a voi».

Numerosi gli strumenti sul palco suonati dal gruppo, che ha di fatto dimostrato come quarant’anni di musica si manifestano anche con una conoscenza a tutto campo nel settore: non solo chitarre elettriche, basso, piano, tastiere e batteria, ma anche flauto traverso, violoncello, xilofono, armonica, che hanno dato vita a passaggi esclusivamente strumentali ma anche ad accompagnamenti per Il cielo è blu sopra le nuvole e Uomini soli.
Il bis, richiesto a gran voce dal pubblico tra fischi, applausi e cori da stadio, ha scaldato oltremodo la platea, che ha abbandonato i posti a sedere e si è spinta davanti al palco per assistere all’ultima parte del concerto. Tra i brani eseguiti Tanta voglia di lei, Chi fermerà la musica e Goodbye.

L’indiscussa bravura e professionalità del gruppo sono state però intaccate da alcuni atteggiamenti alquanto discutibili. Sicuramente il numero relativamente esiguo di biglietti venduti (ma rispettabile per la piccola struttura che ospitava l’evento), ha irritato lo staff al seguito del complesso, che diffidava ad entrare nell’area adibita al concerto chiunque si trovasse nelle necessità di farlo e che non fosse provvisto di biglietto ufficiale. E’ avvenuto così che non solo i numerosi addetti della croce rossa e della sicurezza si vedessero contestare l’entrata, ma anche alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale e i vari rappresentanti della stampa locale (a cui dopo ore di attesa è stato alla fine negato un incontro con il gruppo).

Una caduta di stile poi si è avuta anche sul palco, quando, nel momento dei saluti Stefano D’Orazio si è avventurato nei ringraziamenti di rito: «Ringraziamo…ringraziamo…- ha affermato un po’ perplesso – mi dicono “Martinsicuro”, giusto?»

Il promemoria è poi stato dato al gruppo dall’amministrazione comunale, che dopo numerose insistenze, attraverso il sindaco Abramo di Salvatore e l’Assessore alla Cultura Massimo Vagnoni, è riuscita ad ottenere, a fine spettacolo, un incontro fugace dietro al palco con i quattro musicisti, e a consegnare loro una targa commemorativa in cui il nome di Martinsicuro spicca accanto a un’immagine della Torre Carlo V.

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