MARTINSICURO – Spassopoli torna a far parlare di sé ancora una volta, per una delle numerose questioni poco chiare che hanno portato la realizzazione del mega-centro divertimenti a Villa Rosa a dissolversi in una bolla di sapone.

Stavolta a farne le spese sono Gabriele Ciabattoni, di Martinsicuro, e Fabio Bagarini, di San Benedetto del Tronto, amministratori delegati a capo delle due società (la Fb Immobiliare e Spassopoli spa) che avrebbero dovuto realizzare un piano d’area comunale (Pac) per la riqualificazione di tutta la zona a ridosso dell’ex fornace Fiore, sulla statale Adriatica, e che sono indagati per truffa aggravata.

Il gup del Tribunale di Teramo Giovanni Cirillo ha respinto la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero e ha rinviato a giudizio Ciabattoni e Bagarini.

Nell’inchiesta è finito anche un commercialista, titolare di uno studio a Villa Rosa, indagato per favoreggiamento. La posizione del noto professionista resta, al momento, marginale, ma il giudice ha disposto un supplemento d’indagine per verificarne meglio le effettive responsabilità.
L’intera indagine è stata avviata in seguito alle denunce presentate ai carabinieri e in procura da parte di diversi soggetti. Una delle accuse riguarda la stipula di contratti di acquisto effettuata da alcuni investitori per alcuni locali commerciali e a cui sarebbe seguito il versamento delle corrispettive caparre. In seguito alla mancata realizzazione del progetto Spassopoli, però, il denaro sborsato, secondo l’accusa, non sarebbe stato restituito.

Dalle indagini, inoltre, risulta che sarebbero state truffate anche alcune società appaltatrici, che avevano realizzato dei lavori mai pagati, e un istituto di credito che all’epoca elargì un finanziamento di alcuni milioni di euro.
Come è noto, infatti, i lavori si sono limitati solo alla bonifica dell’amianto, a ridosso della fornace, e al parziale consolidamento della collina retrostante. Circa un anno fa, inoltre, anche il Comune di Martinsicuro ha avviato un’azione legale nei confronti delle due società (Fb immobiliare e Spassopoli spa), con le quali aveva sottoscritto la convenzione per la nascita di Spassopoli. Il Comune, infatti, ha chiesto l’escussione di una polizza fideiussoria di un milione e 100mila euro, posta a garanzia per la mancata realizzazione e cessione di opere e spazi pubblici.

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