SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è passata certo inosservata la demolizione di un'”istituzione” come l’ormai ex cinema Calabresi, abbattuto in tempi record per fare spazio ad appartamenti di civile abitazioni. A riaccendere le già roventi polemiche sulla vicende una dettagliata reprimenda del coordinamento comunale di Forza Italia, che critica nel merito e nella forma l’intervento di demolizione della struttura autorizzato dal Comune.

«I lavori di demolizione non dovevano essere fatti agli inizi della stagione turistica per una serie di validi motivi. Innanzi tutto, è ancora in vigore l’ordinanza del sindaco Cameli del 1990 che impedisce i lavori edili ad est della ferrovia, durante i mesi estivi;

Per Forza Italia, inoltre, «con l’autorizzazione alla demolizione e alla conseguente occupazione del suolo pubblico in via Fiscaletti si è del tutto ignorato che detta strada sopporta il maggior traffico in città, sia per coloro che vogliono uscire da San Benedetto vengono da Grottammare e si dirigono verso sud. Così, in piena estate, si è creato il classico collo di bottiglia con intasamento allucinante».
Il coordinamento del partito puntualizza anche che l’ufficio tecnico avrebbe autorizzato l’intervento senza rispettare la condizione che garantisce il passaggio pedonale sui marciapiedi: «Questa regola è stata disattesa. Chi ha il dovere di controllo?» commenta Forza Italia.Proprio in riferimento alla regolamentazione dell’occupazione del suolo pubblico il coordinamento “azzurro” incalza la maggioranza: «Sarebbe utile sapere i costi e la destinazione di questa occupazione e la futura previsione, perché se tale cifra fosse considerevole allora sicuramente l’interesse pubblico sarebbe salvo, ma se la cifra fosse esigua, l’interesse del privato avrebbe avuto la meglio tanto da non giustificare questa orrenda immagine che si è data del nostro orgoglio cittadino».

«Se queste sono le premesse per il “nuovo” regolamento per l’occupazione del suolo pubblico – conclude polemicamente Forza Italia – noi pensiamo che la che divide un po’ tutti nell’attuale maggioranza non vedrà mai la luce».

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