SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I tecnici comunali – e in primo luogo l’architetto Davarpanah Farnush del settore Lavori pubblici, autore del progetto – tengono a fare alcune precisazioni in risposta ad alcune polemiche sollevate di recente da Nazzareno Torquati a proposito di barriere architettoniche che sarebbero presenti sul nuovo lungomare.
In particolare, i tecnici ribadiscono la conformità dei lavori al Dpr 505/1996 sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
In particolare i percorsi pedonali – a loro dire – sono stati realizzati in materiale lapideo naturale antisdrucciolo con differenze di livello, tra gli elementi costituenti la pavimentazione, contenute in maniera tale da non essere di ostacolo al transito di una persona su sedia a ruote (in base al Dm 236/1989). Per un migliore risultato si è comunque provveduto a levigare meccanicamente l’intera superficie pavimentata.
Data la particolare natura del materiale utilizzato per le pavimentazioni – come da parere vincolante della Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio del 4 giugno 2004, si aggiunge in una loro nota – non è stato possibile rimanere entro quanto disposto dal Dm 236/1989 sul limite dei 5 millimetri per le giunture tra gli elementi costituenti la pavimentazione stessa. Si è comunque garantita la planarità delle giunzioni con gli elementi lapidei, realizzando le stuccature a raso con malta di cemento durevole.
I pavimenti degli spazi pedonali, pur rispettando l’essenza “naturalistica” del progetto, sono pressoché complanari e non sdrucciolevoli, esenti da differenze di livello tali da dover prevedere differenziazioni cromatiche o raccordi con rampe.
Negli affacci a mare dove la pavimentazione è “stuccata” con prato per ottenere un effetto pietra–prato, si sono realizzati percorsi di larghezza idonea (rispondenti, per caratteristiche costruttive, a quanto detto prima) per consentire sia l’affaccio, sia l’accesso all’arenile.
Negli affacci a mare per la creazione dei terrazzamenti, sono stati realizzati muretti di contenimento in pietra a secco con la possibilità di utilizzare la loro sommità a mo’ di seduta. L’altezza di tali muretti non è comunque tale da prevedere l’installazione di parapetti di protezione.
Gli attraversamenti est–ovest sono garantiti da passaggi pedonali sopraelevati che collegano, senza gradini e/o dislivelli, il marciapiede ovest (lato alberghi), il marciapiede est (lato stabilimenti balneari) e la pista ciclabile.
Tutti gli spazi pedonali – concludono i tecnici comunali nella loro nota – sono comunque in grado di consentire l’uso dei servizi, di non impedire le relazioni sociali e di favorire la fruizione ambientale a tutti. In particolare anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

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