SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un giovane di belle speranze e un matusa. Ecco Giacomo Bindi e Stefano Visi. Viene facile scrivere generazioni di portieri a confronto.
La Samb affida il ruolo più delicato del reparto difensivo a loro due. A un ventenne che un lustro fa ha esordito in C1 (con la maglia dell’Arezzo); e a un signore che a dicembre spegnerà 36 candeline ed ha appena ritrovato il rossoblu dopo 5 anni. Di più: Visi lunedì scorso ha cominciato il nono ritiro della sua carriera con la Samb, società che lo ha cresciuto, calcisticamente parlando, e lo ha fatto affermare fino a fargli indossare la maglia della Nazionale Under 21.
GIACOMO BINDI Parla per primo il portierino dell’Inter: «So che tutti hanno nei miei confronti molte aspettative. L’anno scorso qui c’era un portiere forte come Consigli, mi auguro che possa fare bene come lui e che la Samb porti fortuna pure al sottoscritto. Visi? Spero che avrò un buon rapporto con lui e sono sicuro che mi aiuterà a crescere. Io titolare? Magari: le responsabilità non sono un problema, darò tutto me stesso anche perché l’avventura in rossoblu, sono sicuro, mi darà sempre maggiori stimoli. E’ un onore giocare in una piazza prestigiosa come questa».
STEFANO VISI L’estremo difensore di Pedaso è ripartito da Villagrande di Montecopiolo, sede di un ritiro che fu che certo non evoca ricordi piacevoli alla gente di fede rossoblu: «Ci radunammo qui nell’anno del fallimento della Samb (stagione ’93-’94, nda). Altri tempi per fortuna. Non ci speravo più di giocare di nuovo con questa maglia: sto vivendo un’emozione particolare. Io numero 12? Non è un problema, sia mister Ugolotti che il presidente sono stati chiari fin dall’inizio: questo non vuol dire che sono qui in vacanza, a 36 anni credo di avere ancora qualcosa da dire e comunque darò una mano a Bindi, credo che qualche mio suggerimento gli potrà essere utile».
Facciamo un passo indietro: Visi lasciò la Samb nel 2002, dopo una doppia promozione dalla D alla C1. «Mi dispiacque non essere riconfermato, ma ormai è acqua passata. Pensiamo al presente: sta nascendo una bella squadra, speriamo che le premesse trovino conferma sul campo».

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