SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Trenta metri del cavo da pesca del Rita Evelin, un sacchetto sigillato con le tracce della vernice dello scafo del peschereccio sambenedettese, raschiata via dai palombari che cercarono invano di imbracare il relitto durante le operazioni di recupero.
Questi i reperti ancora in mano alla Capitaneria di Porto e in procinto di essere prelevati dalla Polizia Scientifica di Roma per fare complesse analisi chimiche che potrebbero escludere l’ipotesi più inquietante sull’origine della sciagura costata la vita a tre marinai lo scorso 26 ottobre. Il naufragio, avvenuto in buone condizioni meteo, è davvero stato colpa di un altro natante o addirittura di un sommergibile che ha incrociato la rotta delle reti in cala del peschereccio? Se la vernice prelevata dallo scafo e quella presente sui cavi da pesca non fosse la stessa, l’inquietante ipotesi assumerebbe contorni molto realistici.
In caso contrario, la presenza di vernice antivegetativa sui cavi del natante potrebbe essere stata generata da un non meglio precisato attrito dei cavi stessi con lo scafo, durante la cala delle reti.
La Polizia Scientifica di Roma è stata preferita al Ros dei Carabinieri su scelta dei consulenti tecnici del pubblico ministero, ovvero l’ingegnere navale genovese Carlo Podenzana Bonvino e il Capitano di Fregata Luciano Ceccacci della Marina Militare.
Quanto tempo ci vorrà per le analisi? Dipenderà dalla mole di lavoro degli uomini di Roma. Ignota ancora la data in cui verranno presi in consegna i reperti dalla Capitaneria, che li ha predisposti al trasporto. La vernice prelevata dal relitto è conservata in un sacchetto che a sua volta è conservato all’interno di un secchio rigido di plastica, anch’esso incellofanato con i dovuti sigilli. La vernice presente sul tratto di cavo è di colore rosso. Durante la predisposizione dei reperti in Capitaneria erano presenti i consulenti del Pm, l’ingegner Emidio De Florentiis (consulente tecnico del capitano superstite Nicola Guidi) e l’avvocato Silvio Venieri, referente della famiglia del motorista del peschereccio, il martinsicurese Luigi Luchetti.
I FILMATI SUBACQUEI Scaduti i termini che decorrevano dal primo accertamento peritale irripetibile, i consulenti tecnici sono riusciti solamente a ottenere in copia la mole delle riprese video effettuate sul relitto dal robot subacqueo Rov. La proroga necessaria per consegnare le relazioni in Procura verrà sicuramente formalizzata. A fine agosto o nel mese di settembre perciò ci dovrebbe essere una visione collettiva presso la Capitaneria di Porto, a cui prenderanno parte i consulenti e, se lo riterranno opportuno, i legali di parte.

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