ACQUAVIVA PICENA – Iniziativa vincente non si cambia: torna, ad Acquaviva, la lirica in Fortezza. Sulla scia del successo ottenuto lo scorso anno da “La vedova allegra”, la locale Amministrazione Comunale, su idea dell’assessore alla Cultura, nonchè vicesindaco, Teodorico Compagnoni, con il prezioso contributo della Banca Picena Truentina Credito Cooperativo, ha pensato bene di riproporre anche per l’estate 2007, a turisti e non, l’operetta all’interno del monumento-simbolo della cittadina.

Trattasi, stavolta, del celebre lavoro teatrale della coppia Carlo LombardoVirgilio Ranzato, “Il paese dei campanelli“. Prevista per domenica 22 luglio, con inizio alle ore 21, la pièce sarà rappresentata, “sotto le stelle”, entro la suggestiva cornice all’aperto della Rocca. Ad interpretarla, la triestina compagnia Settimadiminuita. Al pianoforte, il vicentino maestro Antonio Camponogara. L’ingresso è libero.

Composta nel 1923, l’operetta andò in scena per la prima volta il 23 novembre dello stesso anno al Teatro Lirico di Milano. Il successo fu tale che, già all’indomani del debutto, parecchi brani dell’operetta vennero canticchiati da giovani donzelle a passeggio per le vie del capoluogo lombardo. A decretarne il largo consenso, la leggerezza del testo, la melodia e orecchiabilità della musica, nonché la semplicità dell’ambientazione: un villaggio di pescatori, situato su un’immaginaria isola olandese, con tanto di birreria e popolane dedite al ricamo sulla piazza principale. Non da ultima, la ricchezza dei riferimenti esotici, con frequenti richiami ai fiori e all’astro notturno, testimone degli innamorati (vedi il noto motivo “Luna, tu non sai dirmi perché?”).

E per quanto concerne l’intreccio? In un’isoletta di fantasia dell’Olanda, governata da un borgomastro (Attanasio) e consiglieri comunali creduloni, c’è “il paese dei campanelli”, le cui abitazioni hanno sopra il portone d’ingresso un sonaglio magico, inattivo da sempre, ma che, per motivi misteriosi, secondo una leggenda, potrebbe suonare nel caso in cui la moglie tradisse il marito.

Le cose si complicano quando al porto attracca una nave d’aitanti militari che, scesi a terra, cominciano a corteggiare le graziose signore del posto e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile. I campanelli iniziano ad azionarsi, allarmando la popolazione maschile, che potrà ripagare le consorti della stessa moneta allorquando, a causa di uno sciagurato scambio di telegrammi, giungeranno in paese le spose dei marinai. Lo scampanellio sarà, a quel punto, totale, ma, come in ogni operetta che si rispetti, il lieto fine è garantito, sebbene appena prima del calar del sipario.

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