GROTTAMMARE – Massimo Collina vuole il Grottammare Calcio. Nonostante il riserbo attorno alla situazione del club biancoceleste, giungono le prime indiscrezioni. Meglio ancora: delle certezze.
Nelle settimane scorse – tradotto: prima che il sodalizio biancazzurro si iscrivesse al prossimo campionato di serie D (lo ha fatto in extremis, nella mattinata di giovedì 12 luglio), scongiurando il pericolo di dover ripartire da una categoria inferiore – il presidente Amedeo Pignotti, convinto, stavolta per davvero, a passare la mano, ha avviato i primi contatti (telefonici e non solo) con l’acquirente di Castel di Lama.
C’era da aspettarselo, del resto le parole del sindaco Luigi Merli, che sta cercando di contribuire a risolvere l’ennesima estate tormentata in casa Grottammare, avevano fatto intuire una simile possibilità. «Qualcosa c’è», si era lasciato scappare il primo cittadino, che però non aveva osato spingersi oltre: «Sono cose delicate, meglio pazientare»,
Quel «qualcosa» però, adesso ha un nome e un cognome: il commercialista Massimo Collina, vicepresidente dell’Atletico Piceno, squadra che milita nel girone B di Promozione, nonché gestore dello storico Caffé Meletti di Ascoli e fra i titolari dell’Hotel Villa Picena di Colli del Tronto.
Collina sembrerebbe seriamente intenzionato a rilevare la società di Via San Martino e la decisione di iscrivere la squadra in D parlerebbe in questo senso: il presidente Pignotti intanto si è voluto cautelare, facilitando la trattativa per la cessione della società. In soldoni: un conto sarebbe rivelarla in D, un altro da una serie inferiore.
Non c’è fretta, insomma: c’è anzi tutto il tempo per condurre in porto una trattativa che al momento è solo nella fase embrionale. «Non farò più calcio a Grottammare», ripete ormai da quasi un mese Pignotti. Stavolta, a quanto pare, gli dobbiamo credere.

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