MONTEPRANDONE – Torna alla ribalta l’antenna di via Alfieri a Centobuchi installata ormai da due anni. Ampie proteste dei residenti si sono susseguite in questi mesi, soprattutto nei confronti del proprietario dell’immobile dove è stato installato il ripetitore della Vodafone.

In un secondo momento era girata la voce che l’azienda telefonica avrebbe localizzato un altro sito per la sua installazione ma non se ne è fatto più nulla.

Alcuni giorni fa sembrava potesse esserci una svolta in questa vicenda in quanto il proprietario dell’immobile aveva richiesto un incontro con il Comitato per la salvaguardia della salute Centobuchi-Monteprandone ma ne è uscito un nulla di fatto in quanto il proprietario stesso non ha fatto proposte e non ha accettato quella fatta dal Comitato.

Tramontata l’ipotesi di una delocalizzazione dell’impianto avanzata dal Comitato e dal Comune di Monteprandone è stato proposto alla Vodafone di provvedere ad un’accurata mimetizzazione. Non essendo disposta la Vodafone ad accollarsi i costi dell’operazione, il Comitato ha girato la proposta al proprietario dell’immobile chiedendo di “rinunciare” (il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 10-12 mila euro) ad una esigua parte del guadagno che deriva dalla stipula del contratto.

Certo la mimetizzazione dell’antenna non avrebbe risolto i presunti aspetti negativi sulla salute pubblica, ma almeno avrebbe ridotto l’impatto ambientale e visivo, mitigando gli effetti psicologici sulla popolazione e l’impatto inerente la svalutazione economica degli immobili circostanti.

Il Comitato, comunque deluso e amareggiato dall’esito dell’incontro, porta a conoscenza della popolazione che attraverso un dialogo aperto e costruttivo con tutti gli operatori di telefonia cellulare e l’amministrazione comunale, tutte le prossime installazioni di ripetitori, ove possibile, verranno realizzate su siti di proprietà comunale. In questo modo i proventi economici degli affitti potranno essere utilizzati per la realizzazione di verde attrezzato, giardini e in generale di opere pubbliche a vantaggio di tutta la comunità di Centobuchi e Monteprandone.

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