COLONNELLA – Davide Flammini, trentenne di Colonnella, sembra non essersi reso ancora conto della tragedia di cui è stato protagonista la notte fra il 9 e il 10 luglio, uccidendo il fratello maggiore Giovanni, di trentacinque anni, con un coltello a serramanico. Durante il colloquio avuto con il suo avvocato continuava a chiedere come stesse il fratello, pensando fosse ancora in gravi condizioni ma non morto.

La tragedia, avvenuta nella notte di lunedì in una casa di campagna a Colonnella in contrada Giardino, ha come sfondo un ambiente fatto di degrado sociale, tossicodipendenza e vecchie incomprensioni familiari. Figli di due genitori separati, vivevano con la madre, in cura da diverso tempo per problemi di alcol.
I due giovani, entrambi disoccupati e legati al mondo della tossicodipendenza, erano soliti litigare anche violentemente, tanto che i vicini vedevano talvolta accorrere i carabinieri chiamati dalla madre dei due. La situazione era peggiorata negli ultimi mesi, da quando Giovanni era uscito da una comunità di recupero.

Dal racconto di Davide Flammini durante l’interrogatorio, sembra che il coltello che ha impugnato e con cui ha infierito su Giovanni sia stato preso per difendersi dai calci e dai pugni che questi gli stava dando. I numerosi fendenti (dieci, secondo un primo esame, di cui uno mortale alla gola) sono stati scagliati da Davide con violenza sul fratello, ma sembra che della tragedia il ragazzo abbia solo confusi ricordi, probabilmente perché si trovava in condizioni di shock.

Durante il delitto in casa era presente la madre dei ragazzi, che però era in un’altra stanza e si sarebbe accorta della tragedia solo in un secondo momento.

Un arresto nel 2005 per maltrattamenti e violenze in famiglia, avrebbe dovuto scontare una pena di oltre tre anni: Davide è invece uscito nell’ottobre del 2006 grazie all’indulto.

Oggi pomeriggio verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Giovanni Flammini.

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