SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Trovai un bilancio in rosso per circa 700 mila euro quando, a metà 2001, cominciai a gestire il Consorzio Turistico “Riviera delle Palme”. Non sta a me giudicare i responsabili né eventuali irregolarità precedenti, se ne esistevano».
Inizia così Luciano Pompili, presidente fino alla metà del 2003 della società a capitale misto pubblico-privato (il Consorzio Turistico appunto) che nell’ultimo decennio, o quasi, avrebbe dovuto risollevare le sorti del nostro turismo, inseguendo quella “promozione”, interpretata spesso con variabile efficacia se non con vaghe aspirazioni chimeriche.
Alla vigilia della nomina del nuovo presidente (in ballo lo stesso Calvaresi, Gabriele Giudici e Ivano Pennesi) – il 10 e 11 luglio (prima e seconda convocazione) ci sarà l’assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche – cerchiamo di ripercorrere con Pompili le tribolazioni economiche del Consorzio.
Marco Calvaresi, il presidente attualmente in carica, non scopre le carte sulle cifre del bilancio in corso d’approvazione, e l’altro giorno (dopo che il sindaco di Grottammare aveva fatto sospendere la seduta per vederci chiaro) ha dichiarato che, dopo l’assemblea dei soci, ci sarà una conferenza stampa e se ne parlerà.
«Quando mi insediai – continua Pompili – non solo il deficit era ingente ma anche il capitale sociale era quasi tutto utilizzato e i primi tre anni di gestione presentavano tutti i bilanci in perdita. C’erano circa 80 fornitori che attendevano di essere pagati, qualcuno addirittura dal 1999. Sondai il campo per vedere se i soci pubblici e privati intendevano coprire le perdite ma non trovai disponibilità. Per non passare alla storia come “l’ultimo presidente” del Consorzio, dopo un consulto con la squadra da me presieduta, decisi di andare avanti con una gestione iper-oculata».
In quel mare di debiti, Pompili afferma di aver puntato tutte le sue carte su una gestione produttiva e sul contenimento delle spese. “Non c’è trippa per gatti”, sarebbe potuto essere il suo motto.
Questo il suo metodo: ricerca di contributi esterni (sponsorizzazioni private, normative europee) gestione diretta di grandi eventi, commercializzazione di convegni e congressi (tre nel 2002), ripartizione dei costi di promo-commercializzazione con le organizzazioni turistiche private (Assoalbergatori Riviera delle Palme ed ACOT di Cupra), niente nepotismi.
«Sotto la mia presidenza – ci riferisce Pompili – il Consorzio incassò direttamente gli introiti della mostra sugli Egizi, l’unico evento con il bilancio in attivo, inoltre avviammo un’azione legale nei confronti di una società che aveva precedentemente venduto tre eventi consecutivi dai costi e modalità discutibili e recuperammo diverse centinaia di milioni di lire, inoltre facemmo in tempo a bloccare una elargizione di cinquanta milioni di lire che non aveva gran ragione di essere».
A giugno 2003 (il debito del Consorzio era sceso di quasi due terzi: dai 700 mila euro del 2001 a 229.848 euro, tutti i bilanci in perdita erano stati pareggiati, ricostituito il capitale sociale e l’anno 2002 aveva chiuso in attivo) Pompili lasciò il testimone a Marco Calvaresi incluso anche il Sistema Turistico Locale appena creato e i relativi finanziamenti previsti dalla legge quadro sul turismo.
Ebbene, nel 2005 il debito risale a circa 427 mila euro in aggiunta a diverse decine di migliaia di euro elargiti a più riprese dall’allora assessorato al turismo di San Benedetto.
A questo punto Pompili tiene a precisare: «Qualcuno può tentare disonestamente di insinuare che la nostra gestione ha lasciato delle fatture più recenti ancora da pagare ma va subito detto che nell’onorare la lista dei creditori abbiamo dato naturalmente la precedenza a coloro aspettavano da più tempo, creditori che non appartenevano al nostro operato. Poi, se me lo avessero permesso, avrei continuato il risanamento dell’azienda fino al pareggio .Il buon esito della gestione fino a quel momento ed il piano che avevamo abbozzato per il futuro ce lo lasciava ben sperare».
Detto questo, l’ex presidente del Consorzio ha voglia di togliersi dei sassolini dalle scarpe: «Farsi notificare decreti ingiuntivi dalle banche per non aver pagato gli interessi senza farsi alcun scrupolo di coinvolgere persone che non c’entravano nulla è forse segno di buona gestione economica? Costringere i soci a ripianare i debiti (con i soldi dei cittadini ) per non dover dichiarare bancarotta, significa avere risanato? Credo che chi ha gestito il Consorzio negli ultimi anni abbia esagerato con spese ed operazioni inutili per il turismo, nel gran parlare di se stesso a livello sanbenedettese il Consorzio ha dimenticato che il turismo ha come priorità assoluta la vendita dei posti letto e che i mercati vanno cercati nel resto d’Italia e d’Europa».
E ancora: «Chi si ricorda ancora del Sistema Turistico Locale e quanti, degli oltre cinquanta soci che ne fanno parte, hanno un’idea di come, quando e chi ha gestito i 360 mila euro di contributi regionali previsti ogni anno per la promozione? A fronte di milioni di euro spesi abbiamo avuto forse i tre anni più tristi del nostro turismo, il calo nel mese di luglio era evidente a occhio nudo e la riviera è riuscita ad arginare i danni grazie ai gruppi di turismo sociale».
A questo punto ci possiamo chiedere: di chi la colpa dei “tre anni più tristi del nostro turismo”?
Noi ci affidiamo a dati di fatto che non sono smentibili: nell’ultimo triennio 2004-2006 la gestione politica è stata affidata sia al centrodestra (per due anni), sia al centrosinistra (dall’estate 2006). Per il 2007 è prematuro dare giudizi.
Negli ultimi quattro anni il presidente del Consorzio Turistico (anche se il Consiglio si è spaccato, diversi soci sono fuggiti ed altri hanno più volte manifestato il proprio malumore) è sempre stato Marco Calvaresi.

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