SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’imprenditore sambenedettese Nazzareno Torquati, ex assessore alle Attività Produttive durante il secondo mandato Perazzoli (quando Gaspari era vicesindaco), critica il primo cittadino di San Benedetto per le sue dichiarazioni relative al nuovo lungomare realizzato dall’architetto Farnush Davarpanah. Riportiamo di seguito il suo intervento.

Il sindaco Gaspari sprona l’architetto Farnush ad andare oltre, a guardare avanti senza timore. In sostanza non solo legittima il lavoro fatto ma anzi lo sprona a continuare sulla stessa strada e considera avveniristico il rifacimento del lungomare costato un investimento spropositato rispetto anche al suo uso strategico.
Quindi via libera a continuare a progettare ed eseguire lavori fuori legge, che benché siano stati collaudati in modo frettoloso ancora oggi mancano dei necessari certificati di agibilità e sono stati disapprovati da tutte le associazioni dei portatori di handicap.
Il sindaco Gaspari dimentica con troppa facilità i continui rimaneggiamenti, con maggiori oneri finanziari, occorsi per sistemare alla meglio una esecuzione dei lavori frutto di una progettazione assolutamente carente delle prescrizioni di legge.
La mancanza di più accessi dalla pista carrozzabile a quella ciclabile e da quella ciclabile a quella pedonale costringe a percorrere o controsenso o in senso di marcia con evidenti rischi all’incolumità personale.
Le difficoltà dei non vedenti o degl’ipovedenti, dato che gli ostacoli non sono segnalati da diversa pavimentazione che rende vano l’uso del bastone a rotelle.
L’irregolarità della pavimentazione con evidenze ben superiori ai 2 millimetri prescritti dalla legge crea difficoltà ai protesici, ai non vedenti come pure alle persone in carrozzina che si vedono continuamente sollecitati con scossoni alla spina dorsale.
Aiuole senza delimitazione e segnalazione, muretti e cordoli con pietre a spigolo vivo e taglienti che potrebbero creare abrasioni, illuminazioni con faretti a terra che creano inquinamento visivo e disturbi alle retine degli occhi sensibili.
Ancora oggi il lungomare, aldilà degli effetti visivi molto curati che soddisfano le esigenze estetiche, rappresenta uno schiaffo non solo per quelle persone che hanno difficoltà a camminare che utilizzano bastoni, stampelle o carrozzine e con difficoltà visive, ma anche per i normodotati che si ritrovano a camminare su una pavimentazione con coefficienti di attrito superiori alla norma consentita dalla legge ed assimilabili ai sentieri di montagna.
Un pavimento, così come l’arredo urbano, per offrire un’adeguata accessibilità deve essere pensato per prevenire le occasioni di incidente ed assicurare tutte le condizioni di sicurezza alla complessità dell’utenza “reale” e cioè alle diverse caratteristiche che l’essere umano può assumere o acquisire nel corso della sua esistenza.
Sbaglia il sindaco Gaspari a rinnovare senza riserve la fiducia all’architetto Farnush che ha dimostrato un’estrema arroganza ed una arretratezza culturale e legislativa che andrebbe invece punita.
Sbaglia ancora di più quando dichiara «occorre intercettare il nuovo che avanza. Solo così saremo sempre un passo avanti rispetto alle altre città nostre concorrenti in fatto di turismo e commercio».
Se il nuovo è quanto realizzato e la nostra immagine di attenzione al sociale è rappresentato dall’80% degli alberghi e dei negozi non accessibili ai portatori di handicap e che le risorse finanziarie di noi cittadini sambenedettesi vanno in quella direzione, allora ci si aprono le porte al consolidamento della nostra cultura arretrata, fatta di immagine e apparenza con vantaggi materiali immediati, che nel giro di pochi anni ci porterà al disastro economio-sociale perché impreparati ad affrontare le sfide reali, che sono incombenti e vanno diritto verso l’eliminazione del superfluo e dell’ effimero a vantaggio dell’equità sociale e della capacità progettuale generazionale.

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