SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue l’inchiesta sul naufragio del Rita Evelin, il peschereccio sambenedettese affondato all’alba dello scorso 26 ottobre in acque internazionali. Una mole di filmati effettuati sul relitto dal robot subacqueo della Capitaneria di Porto è da pochi giorni a disposizione dei consulenti tecnici nominati dalla Procura di Fermo e dai legali che tutelano gli interessi delle famiglie dei tre marinai deceduti e dell’unico superstite della tragedia, il capitano e armatore Nicola Guidi.
I reperti video finora in possesso della Capitaneria sono stati riversati sul supporto informatico e solo da pochi giorni sono stati consegnati ai consulenti. Ora però c’è un problema di tempo, perché il 22 luglio scadrà il periodo concesso ai consulenti per la consegna delle relazioni alla Procura di Fermo.

Quel giorno infatti saranno passati quattro mesi dal 22 marzo, giorno in cui si tenne il primo summit in Capitaneria per gli accertamenti peritali irripetibili, ovvero per l’esame dei cavi del peschereccio, dei giubbini e delle zattere di salvataggio e delle fasce usate per imbracare il relitto nel tentativo vano di riportarlo in superficie.
All’inizio delle operazioni peritali Romina Ascani, avvocato della famiglia Annibali, rilevò irregolarità nelle modalità di custodia degli oggetti sequestrati e inosservanze delle norme di procedura penale, facendo mettere a verbale la mancanza di sigilli sui reperti e la mancanza di opportune recinzioni nel garage dove erano depositati.

«E’ altamente improbabile che per il 22 luglio i consulenti riescano a terminare l’esame della mole di video di cui sono entrati in possesso recentemente», spiega l’avvocato Silvio Venieri, legale del motorista del Rita Evelin Luigi Luchetti, deceduto nel naufragio insieme ai marinai Francesco Annibali e Ounis Gasmi.
I consulenti ora si confronteranno e di comune accordo chiederanno una proroga al pubblico ministero Baschieri. Con ogni probabilità la proroga concederà tempo ai periti fin oltre settembre, considerando che il mese di agosto è tradizionalmente mese di riposo.
Una volta concluso l’esame dei filmati ci saranno dei confronti fra gli avvocati e i periti; la Procura invece riceverà le relazioni dei suoi consulenti, l’ingegnere navale genovese Carlo Podenzana Bonvino e il Capitano di Fregata Luciano Ceccacci della Marina Militare.

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