SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il divieto per chiunque di attingere e utilizzare per qualsiasi scopo l’acqua dei pozzi e degli scavi è stato disposto dal sindaco Gaspari in due zone della città a seguito di una segnalazione dell’Arpam, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche dipartimento di Ascoli Piceno.
Con una nota del 18 giugno l’agenzia ha segnalato la contaminazione da percloroetilene e da tricloroetilene nelle acque di due pozzi in via Metauro 13 e in via Tevere 20 a Porto d’Ascoli.
Un’altra segnalazione ha riguardato le acque di falda in via Zuccoli, nel quartiere San Filippo Neri, anch’esse risultate contaminate dopo un campionamento; al momento non sono note le sostanze che hanno contaminato questa falda.
Immediate le misure di sicurezza adottate dal Comune. Con l’ordinanza n. 60 del 22 giugno si stabilisce il divieto a Porto d’Ascoli, nel quadrante delimitato a est dal rilevato ferroviario, a nord da via Mattei, a sud dal canale Consortile, a est dalla direttrice comprendente via Alfortville, via Curie, zona Caserma Guelfa e parte precollinare della Strada SS 16, fino a nuovo ordine.
Lo stesso divieto è stabilito con un’altra ordinanza nel quartiere San Filippo, e più precisamente nel quadrante delimitato a ovest da corso Mazzini, a est dal rilevato ferroviario, a sud da via Verga e prolungamento, a nord da via Petrarca e prolungamento, fino a nuovo ordine. Questa ordinanza sostituisce la 112 del 2006, già divulgata all’epoca attraverso avvisi pubblici. Responsabile del procedimento è il settore Lavori pubblici e tutela ambientale.

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