SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Idee ambiziose quelle dello Sdi per la nuova pianificazione urbanistica della città. L’amministrazione comunale, di cui i socialisti fanno parte con un assessorato pesante come quello dei Lavori Pubblici, starebbe elaborando però un Prg all’insegna della «fretta e della mancanza di partecipazione».
Afferma il portavoce Umberto Perosino: «Vogliamo sfatare il luogo comune dei partiti che si confrontano con i cittadini solo in campagna elettorale. Ora lanceremo una campagna d’ascolto per raccogliere le esigenze e recuperare un rapporto finora trascurato».
La giunta Gaspari? La sentenza socialista è: «Amministra bene ma comunica male».
VARIANTE PEEP. Il capogruppo Leo Sestri vuole tranquillizzare i residenti dell’Agraria. «Quella della torre è un’ipotesi che si può rivedere, il Consiglio comunale dovrà concedere l’area a qualche ente prima di dare il via ai lavori».
Allo Sdi, comunque, il grattacielo da 13 piani non piace. «Progettualità che non condividiamo».
LA PARTECIPAZIONE. Sestri lancia poi la proposta di una commissione urbanistica permanente che stili un calendario di incontri a lungo termine per approfondire le tematiche che in un recente Consiglio comunale aperto sono state lasciate alle orecchie dei (pochi) tecnici di settore presenti.
«Sia nel caso della variante normativa che nella variante Peep la città non ha capito quale sia stata l’effettiva portata», continua Sestri.
LA CITTA’ DELLO SPORT. Zona Brancadoro è il prisma su cui si riflettono le idee ambiziose dello Sdi. Il concetto è: creare un polo con tutti gli impianti sportivi in una zona strategica e finora inutilizzata, spostando dal centro il circolo Maggioni e la pista di pattinaggio. «La città avrebbe un polo di attrazione turistico e sociale e si liberebbe il water front dall’Albula al Ballarin», afferma l’architetto Sdi Giuseppe Savini.
IL FUTURO DELLA CITTA’. Il consigliere comunale Laversa chiede una maggiore spinta dell’urbanistica contrattata. Il segretario Umberto Pasquali sogna lo spostamento del porto peschereccio «per liberare un nuovo spazio turistico e commerciale, da realizzare con un concorso di idee e un finanziamento esterno». I socialisti snocciolano poi altri concetti, a loro parere da tenere presente con urgenza: la delocalizzazione dell’ospedale civile, premi volumetrici per chi demolisce e ricostruisce riqualificando la città, arretrare l’autostrada, tutelare le colline continuando solo con piccole edificazioni, sconfiggere l’erosione alla Sentina e gestire meglio una riserva che starebbe scomparendo sotto il mare.
A livello di indirizzi generali, la domanda che si fanno i socialisti è: «E’ impossibile che gli elaborati del professor Bellagamba, pagati profumatamente, rimangano nel cassetto. Perché non utilizzarli?».

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