SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Senza tanti giri di parole: la Samb vuole Andrea Iaconi e l’attuale direttore sportivo del Pescara intende lasciare l’Abruzzo per ritornare nella società in cui ha lavorato dal ’90 al ’94.
La famiglia Tormenti aspetta il dirigente di Giulianova per rimpiazzare Peppino Pavone. Ecco spiegato il motivo della lunga attesa prima di poter ufficializzare una scelta dalla quale non può prescindere la costruzione della Samb che verrà.
Abbastanza chiare in proposito le dichiarazioni del presidente rossoblu Gianni Tormenti, che nei giorni scorsi faceva riferimento a «qualcuno impegnato a Milano con le comproprietà».
Quel «qualcuno», più che Maurizio Natali – altro papabile per ricoprire la carica di diesse nella società di Viale dello Sport, tanto che nel pomeriggio di giovedì il diesse del Lanciano ha incontrato l’imprenditore di Martinsicuro – era proprio Iaconi, il quale peraltro risponderebbe all’identikit tracciato dallo stesso Tormenti: persona competente, grande esperto di calcio e soprattutto aziendalista convinto.
Iaconi dal canto suo, giurano fonti vicine al dirigente biancazzurro, dopo 13 stagioni di fila (a fine agosto comincerebbe la quattordicesima) crede di avere fatto il suo tempo a Pescara. Colpa delle motivazioni, in grande ribasso, e della voglia di tornare a San Benedetto.
Il presidente abruzzese Massimiliano Pincione però, non vuole “liberarlo” (ha altri due anni di contratto); Iaconi praticamente parla ogni giorno con il numero uno del club abruzzese, ma finora i suoi tentativi di “forzare la mano” sono stati vani.
Tormenti, che ha avuto l’ultimo incontro con il diesse pescarese nello scorso fine settimana, aspetterà ancora. L’imprenditore è in attesa di una telefonata da parte di Iaconi, che dovrebbe arrivare entro lunedì prossimo. Gli accordi, secondo indiscrezioni, sarebbero questi, anche perché il dirigente del Pescara non se la sente di far rimanere la Samb ancora per molto nell’incertezza.
Dovesse arrivare un “no” definitivo da Pescara, la Samb sarebbe costretta a ripiegare su Natali o, anche se l’ipotesi pare essersi molto sgonfiata, su Guglielmo Acri.

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