GROTTAMMARE – Partito il conto alla rovescia per la Sacra Giubilare (il 23 giugno ci sarà l’annuncio dell’araldo, quindi, i festeggiamenti dureranno dal 24 giugno all’8 luglio), in questi giorni sono in corso dei lavori presso la Chiesa di San Martino. L’edificio e l’area ad esso più prossima, infatti, sono interessati in questi giorni da opere di manutenzione e risanamento conservativo dei prospetti dell’edificio, sistemazione delle pavimentazioni del piazzale e completamento del marciapiede est della via San Martino, fino a raggiungere la sottostante via Piane del Tesino.

In questa nuova ambientazione, saranno accolti i fedeli che dal 24 giugno all’8 luglio si recheranno in pellegrinaggio nella chiesa di San Martino per lucrare l’indulgenza plenaria come vuole la tradizione della Sacra Giubilare. E appunto domenica sera, a conclusione della cerimonia religiosa che aprirà le celebrazioni della ricorrenza, il sindaco Luigi Merli inaugurerà l’opera.

L’area di intervento è di circa 370 metri quadrati e comprende il piazzale a ovest dell’edificio di culto, gli antichi resti murari, la fascia di Via San Martino tangente a questi e una striscia di terreno di proprietà comunale da trasformare in marciapiede. Ad occuparsene è stata incaricata la ditta Consorti Vincenzo & figli di San Benedetto che si è dichiarata disponibile ad eseguire i lavori offrendo un ribasso del 12% sull’importo a base di gara. Le opere, pertanto, costeranno 71.956,15 euro, comprensivi di iva e oneri di sicurezza. A dirigerle, lo stesso progettista, l’architetto Massimo Sciarra.

LE OPERE Il piazzale del sagrato verrà sostituito con una nuova pavimentazione in lastre di travertino di Acquasanta, mentre la parte più a sud della chiesa è invece pavimentata con selciato di ciottoli di fiume alternati a lastre di travertino. Sempre il travertino rivestirà le scale di ingresso alla chiesa. Per gli antichi resti murari, il lavoro si limita ad eliminare la vegetazione infestante fin negli apparati radicali, alla spazzolatura e successiva stuccatura con malta di calce.
A completare il nuovo scenario la revisione dell’illuminazione pubblica, affidata a corpi illuminanti incassati nella pavimentazione, per valorizzare la presenza dei resti murari antichi, e su palo, a esaltare discretamente le forme architettoniche, mantenendo i fasci luminosi entro i limiti consentiti dalla legge, onde evitare qualsiasi tipo di inquinamento luminoso e favorendo il risparmio energetico.
La sistemazione del verde si è basata sul completamento delle alberature già presenti di pinus halepensis, mentre gli arredi comprendono due sedute di travertino ai lati dell’ingresso alla chiesa, la segnaletica e le riprese di asfalto del piano stradale lungo il perimetro dell’area interessata dai lavori.

CURIOSITA’ L’ultimo intervento sull’area risale agli anni ’50 del Novecento, come ricorda l’architetto Sciarra nella relazione descrittiva dell’opera: «…per una cronologia di interventi manutentivi e di campagne di scavo… con buona approssimazione si può indicare un arco temporale, che va dalla fine del 1800 agli inizi del 1900 – più precisamente un periodo compreso tra il 1886 e il 1924; c’è da aggiungere che all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento fu aperta l’attuale via San Martino, che ha in modo definitivo mutato l’approccio alla chiesa, che da sempre veniva raggiunta da Est, anziché come accade ora da Ovest».

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