SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ancora un altro passo avanti verso la sostenibilità ambientale nell’ascolano. Nella mattina di mercoledì 13 giugno infatti la Provincia di Ascoli Piceno, Legambiente e la Piceno Sviluppo Scarl hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere e valorizzare la qualità delle strutture turistico-ricettive aderenti al marchio Ecolabel di Legambiente Turismo. Lo scopo dell’accordo è anche quello di ampliare le reti locali di accoglienza ecologica, già presenti nei comuni di San Benedetto del Tronto, Ripatransone, Cossignano, Grottammare, Offida e Cupramarittima, e farne nascere di nuove sul resto del territorio provinciale.
Per la firma è stata scelta una location d’eccezione, la Goletta Verde di Legambiente, che prima di partire per il consueto tour con i dati sulla qualità balneare del nostro mare, ha fatto tappa nel porto di San Benedetto del Tronto.
A sottoscrivere l’accordo sono stati il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi,  l’Assessore al Turismo della Provincia di Ascoli Piceno Avelio Marini, la Presidente di Piceno Sviluppo Scarl Germana Ciccola, il Presidente di Legambiente Turismo Luigi Rambelli ed il Presidente di Legambiente Marche Onlus Luigino Quarchioni. All’incontro erano presenti anche il Responsabile mare di Legambiente Nazionale Sebastiano Venneri, Lina Lazzari del Circolo Legambiente San Benedetto del Tronto, e sono stati invitati anche i Sindaci dei comuni che hanno già costituito le reti ed alcuni referenti delle strutture eco-certificate.
Il protocollo prevede che gli esercizi che aderiscono alla rete si impegnano a realizzare una serie di azioni e di comportamenti per ridurre il proprio impatto ambientale e al tempo stesso per salvaguardare e valorizzare il patrimonio ambientale e culturale locale, contribuendo così a una migliore qualità dell’offerta ricettiva complessiva.
Per aderire, e dunque vedersi riconosciuta l’ecolabel da Legambiente Turismo con il relativo logo, le strutture sono chiamate a sottoscrivere e rispettare il seguente decalogo di impegni (con alcune specificità per le strutture di aree balneari e delle aree interne):
1)Impegno alla riduzione dei rifiuti prodotti e ad uno smaltimento eco – compatibile; 2)Impegno alla riduzione dei consumi idrici; 3)Risparmio energetico, 4)Promozione di una alimentazione più sana, 5)Valorizzazione della tradizione gastronomica locale, 6)Incentivazione del trasporto collettivo; 7)Impegno alla diffusione di mezzi di trasporto a basso impatto; 8)Impegno contro l’inquinamento acustico; 9)Promozione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali dell’area; 10)Coinvolgimento dei turisti
A coordinare la rete sarà un Comitato Locale, composto dai firmatari del protocollo che avrà tra i suoi compiti anche quello di tradurre i 10 principi del decalogo in adempimenti concreti e verificabili. Il punto di forza del progetto in effetti, sta proprio nel fatto che, una volta adottato il decalogo generale, le strutture aderenti in accordo con il Comitato Locale, ridefiniscono annualmente adempimenti progressivi specifici per località e via via più efficaci così da realizzare una riduzione sempre maggiore dell’impatto ambientale e una valorizzazione complessiva del territorio.
Legambiente Turismo avrà il compito di concedere l’ecolabel alle strutture che ne faranno richiesta, e, ovviamente, anche l’onere di revocare l’etichetta qualora le stesse non rispettino gli impegni assunti. Quanto al ruolo degli altri firmatari, se la Piceno Sviluppo Scarl si occuperà della promozione, programmazione e sviluppo del progetto supportando le strutture rappresentate, la Provincia di Ascoli Piceno si impegnerà a dare  massima diffusione all’iniziativa ed a coordinare e coinvolgere le associazioni e le aziende locali contribuendo anche al supporto e all’ operatività degli impegni assunti dagli esercizi partecipanti.

Azioni, quest’ultime, che rientrano nelle politiche di promozione del turismo e di sostegno del “Network of Quality in Piceno”, un “marchio ombrello” istituito dalla Provincia per  valorizzare le imprese e le attività che hanno conseguito da soggetti terzi una certificazione di qualità.

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