ACQUAVIVA PICENA – Tutto sembrava fatto per il sindaco Tarcisio Infriccioli: invece da Via San Rocco si viene a sapere ce il primo cittadino, rieletto trionfalmente alle recenti elezioni comunali, ha intenzione di tenere per sé la delega al Personale. Quindi, la Giunta, allo stato attuale, sarebbe così composta: Teodorico Compagnoni mantiene l’incarico di vicesindaco, oltre alle deleghe alla Cultura, Turismo, Sport e Bandiera Arancione.

Quest’ultima delega sembrava dovesse restare ad Andrea Infriccioli, ex assessore al Turismo, ma, nonostante le 124 preferenze ottenute, il giovane rappresentante di Forza Italia dovrebbe ottenere soltanto il ruolo di capogruppo di maggioranza in consiglio comunale. Sembra che queste decisioni siano frutto di un patto pre-elettorale da parte della vecchia Giunta, e siano accettate da Infriccioli anche a causa dei sopravvenuti impegni lavorativi. Tuttavia, dietro le dichiarazioni ufficiali, dall”incontro di domenica mattina, Infriccioli è sembrato molto alterato per il fatto di non essere riuscito, quantomeno, a mantenere la delega per la Bandiera Arancione, suo “antico” cavallo di battaglia.

Tutto confermato per il resto: Roberto Fulgenzi diviene assessore ai Lavori Pubblici, Ambiente e Protezione Civile; Annarita Giambartolomei dovrebbe ottenere la delega ai Lavori Pubblici, Pubblica Istruzione, Servizi Sociali, Politiche Giovanili e Personale; Francesco Sgariglia mantiene l’assessorato alle Attività Produttive, Politiche Zona Industriale, Urbanistica e Rapporti con le associazioni. Sembra che non venga assegnata alcuna delega alla Partecipazione, mentre il consigliere comunale Gianni Rossi otterrà la delega al Bilancio.

Se la maggioranza è in un momento di stasi, la minoranza, uscita sonoramente sconfitta, vive il momento della resa dei conti. Imputati della sconfitta, per alcuni, è la presenza nelle fila dei promotori la lista Progetto per Acquaviva di personaggi poco amati dalla cittadinanza. In molti, invece, scaricano le responsabilità ai Democratici di Sinistra che non avrebbero raccolto i voti che solitamente hanno. Per altri, e siamo alla chiusura del cerchio, indicano La Margherita come punto debole, perché poco prima delle elezioni ha celebrato due congressi, eleggendo due segretari e nessuna sapeva ufficialmente quale di questi fosse effettivamente legittimato.
Questa conflittualità ha evidentemente nuociuto alla coalizione di centrosinistra.

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