SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prime sei multe nella zona blu del lungomare, derivanti da segnalazioni fatte da alcuni cittadini ai Vigili Urbani. Eppure, dice il consigliere di Forza Italia Bruno Gabrielli, «si tratta di multe impugnabili perché quando sono state comminate non erano trascorse 48 ore dall’apposizione della decalcomania con il simbolo del parcometro». (clicca QUI).

Di fatto per il Codice della Strada la segnaletica acquista validità dopo 48 ore dalla sua apposizione a meno che non vi sia un motivo contingibile e urgente.
Però, dice il comandante della Polizia Municipale Pietro D’Angeli, «le multe sono legittime perché il 7 giugno non è stata apposta una nuova segnaletica ma è stata integrata quella già esistente».
Rimane comunque percorribile l’ipotesi di un ricorso al giudice di pace o al Prefetto, che poi valuterà se accoglierlo o meno.
«Queste prime multe – ribadisce Gabrielli – dimostrano la malafede del sindaco quando parlava di guanti di velluto. Più che di guanto, infatti, si trattava di un pugno trattenuto. Ora viene alla luce la strategia del Comune di puntare sugli incassi delle multe più che su quelli dei grattini».
Il consigliere di An Piunti lancia l’idea di un ticket da un euro per mezza giornata e di uno da due euro per la giornata intera. «I ricavi vanno destinati al lungomare nord perché si tratta di una tassa di scopo».
E poi parcheggi liberi nel lato ovest. «Sorge il dubbio che questa decisione del lungomare a pagamento nasconda l’obiettivo segreto di incassare più dalle multe che dai parcheggi».

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