SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il nostro rammarico principale è quello di essere conosciuti più fuori città che a San Benedetto, dove viviamo e dove ci piacerebbe poter svolgere maggiormente la nostra attività, anche se purtroppo dobbiamo riconoscere che qui non viene quasi mai riconosciuta la professionalità».
Chi si esprime così è Fabio D’Angelo, titolare insieme al fratello Filiberto della Fifa Security di San Benedetto. Dopo aver ottenuto enormi riconoscimenti per la gestione della sicurezza in manifestazioni di grande rilievo nazionale come Miss Italia, Pitti Uomo, Trofeo Birra Moretti ed altre ancora in tutta Italia (ad esempio Merano, Ascoli Piceno, Milano e così via), la Fifa Security, che gestisce anche il servizio d’ordine allo stadio Riviera delle Palme, si propone per altri grandi traguardi.
Nello stabilimento 45.com di Donatella e Raimondo i titolari della Fifa Security accompagnati dagli altri componenti del direttivo Giuseppe Vitali, Mauro Cesari e Dante Caucci hanno esposto le nuove problematiche derivanti dall’attuazione del decreto Amato, riguardante la sicurezza all’interno degli impianti sportivi.
Il ministro Melandri ha appena ribadito che il prossimo campionato di calcio inizierà con gli steward all’interno degli stadi e le forze dell’ordine all’esterno e questo fatto comporterà l’impiego di persone formate e addestrate al dialogo.
«Abbiamo appena terminato – dichiara D’Angelo – un corso per bodyguard nel corso del quale abbiamo abituato i nostri ragazzi proprio a rispettare questi parametri per poter garantire un servizio sempre migliore a chi vuole andare allo stadio in tutta serenità. Ricordo, ad esempio, che nel corso della passata stagione calcistica abbiamo gestito l’ingresso della tifoseria dell’Avellino (oltre mille persone) in tutta tranquillità, nonostante la brutta nomea di parte dei sostenitori irpini, abituati ad entrare allo stadio senza biglietto. Non indossare una divisa, se da un lato può comportare un disagio perché si è disarmati, alla fine (specie di questi tempi) rappresenta la nostra arma in più perché riusciamo a dialogare meglio anche con i tifosi più esagitati».
Un operatore della sicurezza addestrato costa all’incirca 60 euro + Iva e la proporzione richiesta dalla legge vigente è di uno ogni 250 spettatori, in base alla capienza e non all’affluenza. Insomma, facendo un conto su uno stadio che avesse una capienza certificata di 10 mila spettatori, bisognerebbe garantire la presenza di 40 addetti, che costerebbero 2.400 euro + Iva a partita, dunque 40.000 euro a stagione, escludendo la Coppa Italia. Se si dovesse pensare anche alle zone di prefiltraggio, il numero aumenterebbe in proporzione e bisognerebbe inserire nell’attività anche delle addette di sesso femminile.
Le prossime manifestazioni che vedranno impegnate la Fifa Security sono il Pitti Bimbo a Firenze e Miss Italia nel Mondo a Lido di Iesolo.
«La qualifica di addetto alla sicurezza – concludono i titolari della Fifa Security – può essere anche un’occupazione lavorativa. Quindi chi vuole può contattarci, inviandoci il proprio curriculum all’indirizzo di posta elettronica info@fifasecurity.it».
Info sul sito www.fifasecurity.it

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