SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb non fa mistero di voler ripartire da Guido Ugolotti. Il presidente Tormenti si è sentito nel fine settimana appena trascorso con il tecnico nativo di Massa, proponendogli un accordo biennale.
Le parti si riaggiorneranno in settimana, magari dopo giovedì, quando la proprietà renderà nota la decisione in merito alla riconferma o meno (più probabile la seconda) del direttore generale Molinari e del direttore sportivo Pavone.
Ugolotti, a tale proposito, tradisce un pizzico di preoccupazione. «Sono in contatto continuo con il presidente. Si parla di tante cose. Siamo in piena sintonia sul fatto che, qualora dovessimo trovare un accordo, sarebbe di natura pluriennale. C’è la volontà, condivisa, di costruire qualcosa di importante, fermo restando che quasi certamente si dovrà ricominciare da capo, con una squadra giovane e in gran parte nuova. Si profila insomma un’altra stagione di sofferenza, ma il legame che ho con San Benedetto e la famiglia Tormenti fanno restare la Samb in cima ai miei desideri. Spero che la tifoseria anche stavolta capisca e aiuti la società come ha fatto quest’anno».
Eppure l’allenatore rossoblu ammette senza mezzi termini: «Nutro qualche perplessità anche e soprattutto per la questione di Molinari e Pavone. Quella sul loro conto è una decisione che tarda ad arrivare e credo, onestamente, che si è perso anche fin troppo tempo. Non ho fretta, è vero, aspetterò la Samb, però non posso negare che vorrei capire con chi dovrei lavorare se restassi nelle Marche. Il ruolo di diesse è fondamentale in questo senso: se non c’è piena sintonia con l’allenatore poi si rischia di fare male. E il sottoscritto, nonostante quello che si è detto nei mesi addietro, con Pavone si è trovato molto bene. Ci siamo sentiti nei giorni scorsi e mi ha confermato l’incertezza sul suo futuro. Mi auguro che resti, lui come Molinari. Spero davvero che le posizioni delle parti in causa, dopo l’incontro di sabato scorso, si siano ammorbidite».
Incertezza che pare riguardare lo stesso Ugolotti: «Sto prendendo tempo per valutare quale potrebbe essere la decisione migliore. Diverse squadre di terza serie mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Dovessi lasciare la Samb accetterei solo una panchina di una formazione che potrà lottare, almeno sulla carta, minimo per i play off. Negli ultimi tre anni ho sempre sudato per la salvezza e mi piacerebbe guardare un po’ più in alto. La Samb? L’ho detto: per lei sarei disposto anche a ripartire coi giovani. Ci sono poche squadre in Italia che danno la tranquillità economica dei Tormenti».

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