Commenti. Noto sempre più che i nostri lettori (chi commenta gli articoli in particolare) stanno dando alla comunità rivierasca un valore aggiunto sotto forma di un contradditorio altamente positivo e costruttivo. Con valutazioni, e credo che questa sia la cosa più importante, dettate esclusivamente dall’amore per la propra città e non da una qualsivoglia tessera di partito. Voci anche importanti nel merito degli argomenti che trattano.
Non tutti ci mettono la faccia (cioè le generalità) ma è la stessa cosa se il ragionamento ha il fine di far riflettere e quindi di lanciare proposte e suggerimenti. Apprezzo molto, per esempio, il coraggio (magari fosse l’inizio di una vera e propria rivoluzione politico-culturale) di Daniele Primavera che, pur avendo una tessera di partito, non ha remore e commenta in piena libertà e autonomia.
La chiamo rivoluzione perché fa esattamente il contrario (come dice Marco Travaglio) del politico comune: Primavera non fa “finta di niente” nella speranza che il messaggio del giornalista o del cittadino passi inosservato. Con i Primavera si cresce, con gli altri no.
Turismo. Mi fanno altrettanto piacere i commenti di chi veramente se ne intende. Per esempio da parte di un nostro concittadino che da tantissimi anni gira il mondo come operatore turistico. Mi riferisco a Mario Zazzetta, un sambenedettese che con la Francorosso e con altre agenzie internazionali può ben esprimersi con cognizione di causa. Riporto una sua frase che ho stralciato da un commento: «Negli anni 60, ero un ragazzo, ricordo bene che San Benedetto era conosciuta come una spiaggia chic. Poi ne hanno fatto di tutti i colori e ci siamo ritrovati col turismo che ci “ritroviamo”. Le zone blu non cambieranno certamente questa situazione, ma potrebbero rappresentare una piccola svolta (al di la del colore politico di chi le ha ideate)» Appunti molto significativi che dovrebbero far riflettere.
Molto interessanti anche le considerazioni di “matador”. «Concordo con “marziano” quando afferma che a livello locale non vi è mai stata una giusta interpretazione delle potenzialità della nostra città. Ci si affida ad iniziative che non vengono valutate e pesate secondo un progetto lungimirante e soprattutto capaci di offrire risultati a distanza di anni. Solo progetti a circuito chiuso dove chinque avesse avuto a disposizione quote economiche da spendere avrebbe potuto realizzarle. Insomma manca un progetto complessivo chiaro e dichiarato prima della partenza amministrativa». Riflettiamo, riflettiamo.
Pronto a dare le mie scuse e, credo anche quelle di Zazzetta e Matador, se qualcuno dimostrerà il contrario o darà via ad un nuovo corso.

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