SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Divorzio imminente, del resto era nell’aria, tra Claudio Molinari e la Samb.
Le dichiarazioni rilasciate giovedì dal direttore generale rossoblu a una testata locale – «Abbiamo finito il nostro compito (riferendosi anche a Pavone, nda). Può darsi che non ci interessi più lavorare qui, visto che di progetti, ad ora, non ne abbiamo visti. Non abbiamo bisogno di avere la fiducia da nessuno» – hanno lasciato il segno.
Il presidente Gianni Tormenti, prima di partire per qualche giorno di vacanza, ha replicato seccato: «Non mi va di fare polemica, ne parleremo la prossima settimana, quando Molinari e Pavone torneranno da Milano dopo aver discusso delle comproprietà e dei prestiti di alcuni nostri giocatori. Certo, le dichiarazioni del diggì mi hanno sorpreso. Che volete che vi dica? Ci rifletterò un attimo e poi prenderò la situazione di petto, evidentemente Molinari vuole accelerare i tempi delle decisioni. Se le nostre strade si divideranno? Come ho detto altre volte ci lasceremo in amicizia, senza nessun rancore».
Tradotto: il destino di Molinari, anche in virtù della vicenda Desideri, è ormai segnato. Da tempo il dirigente trentino sta rilasciando dichiarazioni al fulmicotone, segno che il rapporto si è irrimediabilmente incrinato. Le sue ultime parole, a quanto pare, hanno provocato la definitiva rottura.
Inutile sottolineare come anche il diesse Pavone seguirà le orme del diggì trentino, che lo aveva voluto a San Benedetto e per il quale il dirigente di Barletta ha sempre avuto parole di grande stima e rinoscenza.

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