GROTTAMMARE – Il “caso Fish” ha ricadute anche a San Benedetto del Tronto. Se ieri, infatti, l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci aveva affermato la sua solidarietà nei confronti della vicesindaco Maria Cristina Costanzo, che si è dimessa dopo i fatti che hanno interessato suo marito, Elvio Mazzagufo, titolare del “Fish”, l’opposizione di centrodestra grottammarese descrive Canducci come «politicamente acerbo».

«Acerbo perché attacca noi per difendere l’ormai politicamente superata Cristina Costanzo» continua la nota stampa, «forse a causa della poca esperienza e mosso da protagonismo».

Secondo l’opposizione anche altri autorevoli esponenti dei Verdi si sono astenuti da ogni commento sul caso “Fish” (anche se Pietro D’Angelo invitò tutti alla calma nei giorni immediatamente seguenti l’esplosione della querelle Mazzagufo-Marconi, ndr).

«Nella fase conclusiva, dopo che un magistrato pur avendo archiviato il l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio nel documento di archiviazione scrive “risultando l’intera procedura viziata da comportamenti illegittimi a beneficio del Mazzagufo”, dopo che è stato rilevato un abuso edilizio, dopo che il Ministero compente e la Regione Marche hanno negato la possibilità di somministrare vivande e bevande su una concessione rilasciata per pesca-turismo, dopo lo stesso comune di Grottammare ha fatto chiudere la non autorizzata attività di ristorazione, e quindi tutte le nostre rimostranze politiche si sono rivelate vere e reali, arriva Canducci, nei panni di un moderno don Chisciotte, che infanga noi ed esprime solidarietà alla collega di partito».

L’opposizione chiede «pubbliche scuse» a Canducci, che invita ad un «confronto pubblico»

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