GROTTAMMARE – Nella mattinata di giovedì Elvio Mazzagufo è stato rimesso in libertà dopo essere stato interrogato dal Gip. Sull’ittiturismo “Fish”, ad ogni modo, ci si continua a dividere. I consiglieri comunali dell’opposizione di centrodestra, hanno inviato nel pomeriggio la seguente nota stampa, che divulghiamo integralmente.

La nostra azione politica nel caso “Fish” al contrario di quanto detto da più parti, è stato semplicemente il ripristino della legalità e della giustizia. Rimangono comunque gravi le problematiche, morali e politiche nonostante le dimissioni della signora Cristina Costanzo, vicesindaco del Comune di Grottammare.

Dimostrato nei fatti ed in diritto la illegittimità della struttura, l’atto grave del signor Mazzagufo ci fa restare esterrefatti e suscita in noi molte riflessioni. E’ certamente drammatico quanto accaduto: si poteva evitare? Certamente i nostri amministratori, per nulla attenti e senza senno del poi, hanno ingenerato false aspettative nel sostenere che la concessione Fish fosse regolare e che Mazzagufo, marito del vicesindaco, potesse tranquillamente fare investimenti, che tanto tutto si sarebbe risolto. Lo stesso Presidente della Provincia Massimo Rossi, allora Presidente del consiglio comunale, si dimostrava convinto di spuntarla.

Dunque dopo che tutti, sindaco in testa, rispondevano alle nostre obiezioni, con dei laconici «è tutto in regola e perfettamente legale», “Fish” veniva chiuso perché evidentemente tanto in regola non lo era.

Ancora oggi il sindaco Merli nel comunicato di solidarietà alla Costanzo, continua nella falsa rappresentazione della realtà che tutto è in regola. Allora perché Fish è chiuso? Perché Merli è maestro nel confondere l’opinione pubblica! Ma ormai non è più tempo di mistificazioni.

Oggi la signora Costanzo rimette il suo mandato con la motivazione che apprendiamo dai giornali, ossia che il suo ruolo di amministratore non può essere di pregiudizio per la sua famiglia. A questo punto non si può tacere di fronte a tanto.

I comportamenti della vicesindaco sono stati tutto un gioco di rimpalli, di pareri legali e di atti tanto prepotenti quanto inutili tutti tesi ad aggirare gli ostacoli posti dalla legislazione in materia di pescaturismo, ed infine l’atto di disobbedienza estremo compiuto dal marito.

L’onestà e la lealtà di un uomo politico dovrebbero essere ben più specchiate di quelle dell’uomo comune; al di sopra “come la moglie di Cesare” persino di ogni sospetto.
Tanto abbiamo scritto nella mozione di sfiducia che già in data 16 febbraio 2006 proponemmo al consiglio comunale.

Se allora l’intero Consiglio ed il sindaco in primis avessero preso atto che le vicende della signora Costanzo erano in conflitto di interessi con la qualifica, dalla stessa rivestita, forse oggi non saremmo qui a commentare. Perché il Sindaco non le ritirò la delega? Perché i consiglieri di maggioranza non sfiduciarono l’assessore ai Servizi Sociali?
Ed infine
i grandi paladini della morale di un tempo, quei signori di Rifondazione Comunista che qualche anno fa proclamavano giustizia e morale dai banchi dell’opposizione, perché non si ribellarono? Furono colti da amnesia? Oppure ritennero che certi comportamenti fossero accettabili se fatti da un politico di sinistra?

Ora che si è dimostrato anche attraverso il gesto gravissimo del signor Mazzagufo che il ristorante Fish risulta in contrasto con la legislazione tanto da rimanere chiuso, ci domandiamo se l’esercizio del potere possa passare sopra alla morale, all’etica, alla politica stessa.

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