RIPATRANSONE – Tra i partiti di centrodestra che tentano di opporsi alla coalizione di D’Erasmo, l’Udc è l’unica lista che registra una presenza massiccia – anzi, totale – di giovani. Candidato sindaco del gruppo è l’ascolano Alessandro Salluce, alla sua prima importante esperienza politica.
Salluce, ci spiega, innanzitutto, perché l’Udc ha deciso di puntare in maniera preponderante sui giovani?
«Noi abbiamo deciso di pensare al futuro, cercando di costruire un gruppo solido che sappia interagire sempre meglio con questo territorio. Ripatransone ha una soglia di anzianità molto alta rispetto ad altri comuni e non ci sono gruppi di ragazzi attivi politicamente. Per questo abbiamo deciso di impegnarci, anche per dare al paese una vitalità che i giovani sanno dare e che forse al momento in paese manca. Tra l’altro dobbiamo anche segnalare la mancanza di strutture forti per i giovani, che rischiano di esser sempre di meno con questo nuovo piano regolatore e la progressiva decentralizzazione del paese».
Quali sono i punti che giudica fondamentali del vostro programma elettorale?
«In primo luogo, noi puntiamo a migliorare il turismo, per far conoscere ancora di più Ripatransone, e rilanciare le varie attività. Adesso come adesso questo settore ci sembra in difficoltà, i turisti vengono qui e sono lasciati quasi allo sbando. Questo rilancio è anche importante per via del nuovo piano regolatore, che non ci trova d’accordo: il rischio è quello di un’eccessiva decentralizzazione del paese nelle sue strutture e nei servizi verso la Valtesino, con il rischio sempre maggiore di un centro storico messo in disparte. Infine, vogliamo dare maggiore respiro alla cultura: non si può puntare solo sulla lirica, bisogna guardare anche ad altro, pensando a più eventi per i giovani».
Scorrendo velocemente la vostra lista, salta all’occhio l’assenza di candidati locali residenti a Ripatransone. Quando può pesare questo fatto in campagna elettorale?
«Non eccessivamente, credo. Molti di noi vengono spesso a Ripatransone, in occasioni, di concerti, sagre o altro, quindi conosciamo, anche se non a fondo, questa realtà. D’altro canto potrebbe esserci il vantaggio che chi viene da fuori si rende conto e riesce a risolvere meglio certe problematiche rispetto a chi le vive in prima persona».
Fra le liste presentate, con quale si sente più in contrapposizione?
«Sicuramente la lista di D’Erasmo, soprattutto perché quella è una coalizione di centrosinistra mentre noi, come le altre due, siamo nel centrodestra».
Ecco, ci spiega il perché di questa rischiosa frammentazione del centrodestra? Perché non avete presentato una lista unica?
«Io non parlerei di frammentazione. Con Azione Sociale abbiamo poco in comune come valori e idee politiche, mentre con le altre ha pesato molto la nostra idea di puntare su un gruppo di giovani che possano diventare punto di riferimento per questo territorio».

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