GROTTAMMARE – Sulle annunciate dimissioni della vicesindaco Maria Cristina Costanzo, seguenti ai fatti che hanno riguardato il marito Elvio Mazzagufo, riportiamo di seguito una nota stampa del sindaco di Grottammare Luigi Merli.
I fatti di questi giorni ci inducono a rinnovare anche pubblicamente l’amicizia, la stima e, soprattutto, l’affetto che tutti noi proviamo per Maria Cristina Costanzo e per la sua famiglia, che sappiamo essere molto unita ed alla quale vogliamo essere vicini, così come lei lo è stata per tanti anni alla città che amministriamo.

Nel ricevere le dimissioni di Cristina Costanzo da vice sindaco e assessore confermiamo in questa sede che l’assessorato alle Politiche sociali di Grottammare è e resterà di Maria Cristina Costanzo. Questo è il grazie di tutta Solidarietà e Partecipazione ad una persona che ininterrottamente per 13 anni si è sempre distinta per l’impegno incondizionato con cui ha portato avanti un compito difficile come quello della solidarietà e del sostegno sociale, un impegno che ha fatto di Grottammare il fiore all’occhiello dei servizi sociali di tutta la regione Marche.

Pertanto, nell’ipotesi che lei decidesse per l’irrevocabilità delle sue dimissioni, perché giustamente l’aspetto familiare rimane prevalente rispetto a quello politico, annunciamo che l’assessorato alle Politiche sociali del comune di Grottammare non verrà riassegnato, ma sarà trattenuto ad interim dal sindaco che si avvarrà della collaborazione dei consiglieri. Con questo, vogliamo sottolineare che questa amministrazione sarà in debito di riconoscenza nei confronti di Cristina per sempre.

La politica deve volare alta e si deve preoccupare dei problemi della gente e non arrivare ai bassi livelli di persecuzione personale pur di scardinare gli equilibri politici e amministrativi di una comunità. Dagli esposti alla Procura della Repubblica, all’interrogazione al presidente della Regione Marche, fino all’interrogazione parlamentare, senza mai nessun riscontro oggettivo, come pure sentenziato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Fermo, tutto è stato tentato per esasperare una situazione e costringere all’errore.

Una pressione talmente forte che ha persino condizionato e rallentato l’operato di tutta la struttura burocratica. Non vogliamo con ciò giustificare il gesto compiuto da Elvio Mazzagufo ma non ci è difficile capire come un lavoratore possa essere arrivato alla conclusione che solo un gesto eclatante potesse smuovere una situazione follemente ingessata. C’è da chiedersi se ancora oggi c’è qualcuno che pensi che Elvio Mazzagufo fosse protetto e facilitato, come è stato sempre dipinto all’opinione pubblica, oppure se avesse solo la “colpa” di essere il marito della vice sindaco di Grottammare.

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