ASCOLI PICENO -Prima Campagna Nazionale promossa dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), in collaborazione con Heart Care Foundation (HCF), dedicata alla prevenzione e all’educazione cardiovascolare negli Istituti penitenziari. L’iniziativa è partita il 13 aprile nelle carceri di Catania, Catanzaro, Cagliari, Roma e Torino.
Venerdì 18 maggio è stata la volta del carcere ascolano di Marino del Tronto in contemporanea con le case circondariali di Bologna, Firenze, Genova, Napoli e Roma.

Moltissimi detenuti hanno un “cuore a rischio” anche per il condizionamento ambientale della vita carceraria: fumo, sedentarietà, preoccupazioni eccetera. In undici città italiane alcuni cardiologi dedicano ai detenuti una giornata di incontri formativi e di corsi sulla prevenzione e gestione delle emergenze cardiovascolari. «Il cuore dei detenuti è in pena, gli oltre 42.000 reclusi nelle carceri italiane necessitano di prevenzione cardiovascolare. Negli ultimi due anni sono morti in carcere circa 500 detenuti, alcuni di questi decessi sono dovuti a cause cardiovascolari», riporta una nota di Gino Di Mare per l’ufficio stampa dell’associazione medica.
Il 18 maggio scorso è toccato al Dr. Mauro Persico dell’U.O. di Cardiologia dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto coordinare i lavori presso la Casa Circondariale di Marino del Tronto. In contemporanea altre cinque case di pena italiane: Bologna, Firenze, Genova, Napoli e Roma trattavano lo stesso argomento.
La giornata ascolana è stata ricca di spunti interessanti, grazie alla disponibilità degli intervenuti e alla chiarezza degli oratori.
Dopo che il dottor Persico ha illustrato in breve le finalità dell’incontro ed il programma della giornata, ha preso la parola la Dr.ssa Di Feliciantonio, direttrice del carcere, che, dopo aver salutato gli ospiti intervenuti, ha ringraziato l’ANMCO per aver promosso l’iniziativa aggiungendo: «Abbiamo aderito con piacere perché lo riteniamo un valore aggiunto oltre che una reale necessità», Il Dott.Gabrielli, Presidente regionale dell’ANMCO, ha portato i saluti dell’associazione ed ha dato inizio ai lavori presentando i relatori della mattinata che prevedeva tre lezioni inerenti la prevenzione cardiovascolare, il sistema di emergenza territoriale 118 ed il primo soccorso nelle emergenze cardiovascolari.
Nella prima relazione sulla prevenzione cardiovascolare, il Dott. Moretti, direttore dell’U. O. di Cardiologia di Ascoli Piceno ha detto :«Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte ma possono essere prevenute con un corretto stile di vita e si può anche ridurre la morte improvvisa con l’uso di adeguate attrezzature: con la legge 120/2001, infatti, i defibrillatori semiautomatici possono essere utilizzati anche al di fuori degli ospedali da personale non sanitario adeguatamente addestrato. L’ideale sarebbe che imparassimo tutti a defibrillare. L’innalzamento della vita media non ha aumentato soltanto i problemi previdenziali ma anche quelli legati alla salute” Chiude l’intervento con una frase molto significativa:«Dobbiamo aggiungere vita agli anni e non anni alla vita»
Il Dott. Elio D’Angelo, responsabile provinciale del 118, dopo aver spiegato dettagliatamente come contattare e utilizzare correttamente il sistema di emergenza territoriale (118), ha citato il caso di un cittadino che “per fare uno scherzo fra poco sarà ospite di queste mura. Ci telefonò dicendo che era successo un incidente a nord ma non era vero. Per sua sfortuna nello stesso momento uno vero e gravissimo si è verificato a sud. E’ stato incolpato di omicidio colposo”
Lo stesso Dott. Persico è quindi intervenuto per alcune puntualizzazioni tecniche ma semplici e di grande utilità riguardo all’arresto cardiaco: “In seguito all’occlusione di un’arteria coronaria si può arrivare all’arresto cardiocircolatorio per cui cuore e cervello non ricevono più sangue e se non si interviene entro dieci minuti può sopraggiungere la morte: per ogni minuto di ritardo nel soccorso, le probabilità di sopravvivenza si riducono del 10%” .
E’seguita una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di amministratori pubblici, esperti della sanità ed il viceprovveditore regionale degli istituti di pena Dr. Pennelli
Per primo ha preso la parola il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Prof. Massimo Rossi, che auspica che i mass media si occupino non solo di ciò che non va nella sanità «E’ molto importante che la stampa dia massima diffusione ad iniziative come questa, molto più importante di altre cose che aumentano il sospetto e fanno perdere la fiducia. Da parte nostra assicuro il massimo impegno per dotare le strutture sanitarie di attrezzature in grado di alleggerire il peso di questo gravissimo problema come di altri che hanno per tema la salute»
Il sindaco di Ascoli Celani. si mostra d’accordo ma punta il dito sulla prevenzione che ritiene più urgente e fondamentale. «Sono felice che questa struttura carceraria si sia “aperta” alla città. Dopo certi timori iniziali il rapporto con la gente è man mano cambiato»
L’assessore ai Servizi Sociali di San Benedetto del Tronto, la D.ssa Emili, confessa che il luogo l’aveva inizialmente emozionata «Sono felice di essere venuta perché vedo molta passione tra chi lavora all’interno di queste “tristi” mura. Ritengo che un rapporto veramente speciale ci sia tra il medico e chi ci vive. E’ l’unica persona con cui il detenuto può avere un ruolo diverso, un rapporto senza paraventi»
Il Dr Petrone, direttore della Zona Territoriale 12 e Coordinatore dell’area vasta 5 (Ascoli-San Benedetto) fa apprezzamenti sulla grande sensibilità dell’ANMCO e della dirigenza del carcere nell’aver promosso l’iniziativa, che appare particolarmente utile evidenzia in considerazione del fatto che fumo e sedenterietà sono rischi praticamente inevitabili in posti come le case circondariali.
Dulcis in fundo è piaciuto molto quello che ha detto il dottor Sgarbi, presidente della Heart Care Foundation Marche, perché ha fornito una grande iniezione di speranza: «Si muore per il 45% a causa di infarto e ictus (il 35% per i tumori) ma la malattia acuta può essere ridotta fino a scomparire come in tante altre parti. Il nostro cuore è programmato per battere 120-130 anni… senza gli interventi nocivi dell’uomo. A Pesaro dirigo un centro di prevenzione al quale si rivolgono migliaia di persone: invito gli amministratori presenti a seguire questa strada», poi puntualizza che «a parte la genetica (non possiamo sceglierci i genitori) ictus e infarto possono essere eliminati evitando alla fonte la patologia aterosclerotica che è la causa principale di eventi così negativi per la nostra salute. La Dr.ssa Ceccarani, coordinatrice regionale per la defibrillazione precoce, illustrando il progetto “Marche P.A.D.” che ha lo scopo di formare anche il personale non sanitario, in questo caso la polizia carceraria, all’uso dei defibrillatori.
Chiude la tavola rotonda il direttore sanitario del carcere, dott.Trobbiani, che fa un’analisi puntuale della normativa attuale inerente la medicina penitenziaria e riporta la casistica sulle malattie cardiovascolari della casa circondariale di Marino del Tronto
Nel pomeriggio il Dott. Persico ed il Dott. D’Angelo, coadiuvati da istruttori ANMCO, hanno tenuto un corso di 5 ore sulla rianimazione cardiopolmonare di base (BLSD) e sull’uso del defibrillatore semiautomatico rivolto a 15 guardie carcerarie. Alla fine del corso è stato rilasciata una certificazione e contestualmente l’autorizzazione all’uso del defibrillatore.
Alla fine di quest’intensa giornata, i partecipanti si sono dichiarati estremamente soddisfatti e disponibili per altre iniziative simili.

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