SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande entusiasmo della giunta comunale per il conseguimento di due Bandiere Blu della Fee (Foundation of Environmental Education), una per la spiaggia e una per l’approdo turistico.

Per il settimo anno il nostro litorale può fregiarsi del prestigioso riconoscimento ambientale, ma la novità per il 2007 è la Bandiera Blu per i porti e gli approdi turistici. Nelle Marche gli altri due porti che hanno ottenuto il riconoscimento sono Numana e Porto San Giorgio.
«Un ottimo biglietto da visita per la promozione di questo territorio, che nell’entroterra si può fregiare anche delle Bandiere Arancioni», afferma Giovanni Gaspari.
L’assessore all’Ambiente Paolo Canducci esalta il lavoro fatto dagli uffici comunali nella compilazione del questionario richiesto dalla Fee. «Ogni anno aumentano le domande da parte delle città italiane, e con esse si fanno più stringenti anche i requisiti richiesti. Chi vuole sminuire la Bandiera Blu non si rende conto di quanto sia difficile ottenerla».
Per quanto riguarda la nuova darsena turistica, recentemente affidata in gestione al Circolo Nautico Sambenedettese, si cercherà di darle uno «spirito ecologico». Pannelli fotovoltaici, dunque, e vasche per la raccolta di acque piovane da usare per la pulizia dei moli. E poi la raccolta differenziata dei rifiuti, sia presso la darsena che negli stabilimenti balneari.
In tutta l’area portuale bisognerà incentivare la raccolta dei rifiuti pericolosi, degli oli esausti e delle acque di sentina. «Devo dire la verità – ammette Canducci – ho ricevuto in eredità una buona gestione del porto da questo punto di vista».
La Capitaneria di Porto, afferma il comandante Forner, ha emesso un bando di concorso per la gestione dei rifiuti portuali. Finora, secondo i dati dell’autorità portuale, sono 45 le tonnellate di rifiuti pericolosi raccolti. A breve partirà anche il dragaggio dei fondali del porto. Saranno 72 mila i metri cubi di sabbia che verranno prelevati e una parte (circa 40 mila metri cubi) servirà per il ripascimento del litorale dopo un periodo di sedimentazione per eliminare le sostanze inquinanti. Il resto verrà messo in una cassa di colmata, insieme a 20 mila tonnellate di materiale pietroso. Sarà la base del terzo braccio, se mai verrà realizzato.

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