MONTEPRANDONE – «Per il sottoscritto si tratta del primo spareggio salvezza: non ne ho giocati né da allenatore, né da calciatore. Un po’ di tensione c’è, ma cerco di non trasmetterla ai ragazzi, fermo restando che in tutti noi c’è la consapevolezza di giocarci un’intera stagione, e qualcosa in più, in 180 minuti».
Cresce l’attesa in casa Centobuchi. Mister Sestilio Marocchi si fa portavoce di un sentimento difficile da gestire. Il primo atto dello spareggio salvezza sul campo del Penne, domenica prossima (si comincia alle ore 16), è di quelli da far tremare i polsi.
«La condizione, fisica e mentale, della squadra è buona – continua l’allenatore biancoceleste – ci stiamo preparando bene e speriamo di farci trovare al top. Sarà una doppia sfida da interpretare soprattutto sotto il profilo mentale, più che tattico e tecnico. L’ho detto in più di una circostanza: vincerà chi riuscirà a tenere i nervi più saldi».
Penne preparato ai play out da tempo. E il Centobuchi?
«Inutile nascondere che un pizzico di rammarico c’è per come sono andate le cose. Certo, i 20 punti in 13 partite che fanno capo alla mia gestione non sono male, ma la quota salvezza quest’anno è stata molto alta. Peccato perché tirando fuori qualche punto dalle due sconfitte interne con Tolentino e Maceratese a quest’ora saremmo già in vacanza».
Dall’Abruzzo parlano di un Centobuchi come l’avversario più alla portata tra tutti quelli che potevano capitare.
«Posso solo dire che noi l’avversario non ce lo siamo scelti: abbiamo lottato fino all’ultimo per evitare i play out. Rispettiamo l’opinione del Penne».
E lei cosa teme maggiormente della formazione di mister Torti?
«L’esperienza. In squadra ci sono giocatori come Contini, Nunziata e Antic che non hanno bisogno di presentazioni, avendo alle spalle tanti campionati di un certo livello. Il pubblico? Hanno una tifoseria passionale e numerosa, che si fa sentire, ma spero che questo fattore possa rappresentare uno stimolo per i miei ragazzi. E poi sicuramente anche da Centobuchi verranno a fare il tifo per noi. Quello che mi auguro al di sopra di tutto è che domenica si viva una giornata di sport all’insegna delle lealtà e della correttezza. Poi, che vinca il migliore».
Su cosa fa affidamento per battere il Penne. Partite dall’indubbio vantaggio di potervi fare bastare due pareggi.
«Spero nella forza del gruppo. Per quanto riguarda presunti vantaggi non dobbiamo farci caso, sarebbe un errore. Dobbiamo pensare alla partita di domenica come se fosse una gara unica. In questi casi è impossibile fare previsioni: dobbiamo solo giocare su buoni livelli e grande intensità. Sarebbe davvero un peccato farci sfuggire una salvezza che, per quanto fatto vedere nell’arco della stagione, meritiamo alla grande».
C’è il solito problema del gol.
«Cercheremo di sopperire anche a questo. Nel corso dell’anno il nostro terminale offensivo è stato quasi ed esclusivamente Rosa; il centrocampo dovrà dare una grossa mano, anche perché sono convinto che Alessio sarà guardato a vista».
Chiudiamo con un’altra nota poco piacevole: finora al Centobuchi è mancato il “colpo” risolutore. Colpa dell’inesperienza?
«Può darsi, anche se ritengo che c’abbia messo lo zampino pure una buona dose di sfortuna, tra rigori sbagliati, pali e traverse. Insomma: non potrà sempre andarci male, speriamo che la ruota giri. Ma non dobbiamo pensare alla malasorte: sono convinto che saremo padroni del nostro destino».

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