SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due mesi appena in rossoblu, sufficienti però per instaurare un legame sincero con San Benedetto e i suoi tifosi.
Due mesi e due gol, tutti allo stadio Recchioni di Fermo, poi il ginocchio sinistro, a inizio marzo, fa crack: fine dell’avventura. L’operazione, la riabilitazione, un calvario che sembra non finire più.
«In questi giorni ho ricevuto tante telefonate da San Benedetto: mi chiedono se è vero che torno». Pasquale Berardi parla da Ivrea. In maglia arancione è arrivato in gennaio, proprio come avvenne la stagione passata. Il Bari continua a prestare il talentuoso centrocampista barese doc; fermata in Piemonte stavolta.
«Sono già due anni che mi tocca lottare per non retrocedere. Tra due domeniche giochiamo la prima sfida play out con la Pro Sesto: è stata una stagione disgraziata, io ho cercato di dare il mio contributo. Ho giocato sedici partite, peccato non abbia segnato nemmeno un gol. Colpa anche del modulo: prima nel 4-4-2 di mister Buglio giocavo davanti la difesa, molto distante dalla porta; adesso invece, con il ritorno di Jaconi (lo scorso 7 maggio, nda) sono stato spostato più avanti, in un 4-2-3-1 che prevede un’unica punta».
Dalla Riviera si chiedono: è vero che torna? Può darsi. Il Bari lo ha inserito nella famosa lista che il duo Carlo Regalia-Francesco Sgobba ha consegnato al dg della Samb Claudio Molinari (cliccate QUI), quale forma di indennizzo per l’affare Desideri.
Nella lista compaiono i nomi di Berardi, quello di un altro ex come il portiere Vitangelo Spadavecchia e di una nidiata di giovani promesse (forse qualcosa in più) del vivaio biancorosso. Le parti presto si rincontreranno e, con l’occasione, potrebbero riparlarne.
«Da un lato l’ipotesi Samb mi rammarica perché significa che nonostante tutti questi anni in cui ho girato per l’Italia (Spal, Martina, Viterbese, Ancona, Samb e Ivrea, nda) non ho ancora convinto appieno la dirigenza. Dall’altro però mi farebbe molto piacere tornare in una città che mi è rimasta nel cuore. L’esperienza dello scorso campionato è impossibile da dimenticare: per me e per la tifoseria. Tutti insieme si è compiuto un autentico miracolo. A pensarci mi vengono i brividi».
Fosse per lui insomma, vestirebbe di nuovo il rossoblu. Ma ad una condizione: «Che la società programmasse una stagione di vertice. San Benedetto, se dovessi rimanere in C, sarebbe la mia prima scelta, ma solo con programmi ambiziosi: sono stanco di lottare per la salvezza. E poi con il pubblico che si ritrova la Samb, sarebbe un peccato non pensare in grande. Ci vorrebbe poco a portare allo stadio 7-8 mila persone».
Discorsi ad ogni modo che verranno fatti più avanti. E comunque Bari permettendo. «Ho un contratto che mi lega ai biancorossi fino al 2008. Credo che al termine del campionato ne discuteremo. Troverò una soluzione assieme alla dirigenza. Vorrei capire se credono in me e mi allungheranno il contratto, oppure se mi cederanno direttamente a un’altra società».

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