SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La richiesta che faremo alla Regione Marche sarà quella di istituire un fondo da utilizzare per risarcire tutti quei lavoratori che subiranno un danno dalla costituzione del Parco Marino del Piceno». Questa è la condizione posta da Giovanni Di Mattia, presidente del consorzio Co.ge.vo. Abruzzo, e dagli altri rappresentanti dei vongolari durante l’ennesimo incontro con il sindaco Gaspari, con il presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi e con i rappresentanti regionali del settore pesca.

Si tratta di una clausola importantissima che potrebbe porre fine alle forti divergenze per la limitazione delle zone di attività dei vongolari nel Parco Marino che sorgerà nella fascia costiera fra Porto Sant’Elpidio e Alba Adriatica.
«Nell’immediato chiediamo una piattaforma di sostegno, come un fondo per le dismissioni delle imbarcazioni pari alla percentuale del territorio che ci andranno a togliere» ha continuato Di Mattia «l’idea del professor Carlo Froglia (ricercatore del Cnr di Ancona, che aveva avanzato la proposta di una restrizione dal 34% al 17% per le zone del Parco interdette ai vongolari) è migliorativa ma non ci soddisfa appieno. Comunque l’ultimo parere spetta al ministero e non credo che in venti giorni Froglia possa cambiare tutto».

Se da un lato il sindaco Gaspari si dichiara ottimista e spera di portare a Roma, per la fine del mese, una proposta condivisa da tutti, dall’altro Tonino Giardini (Federpesca Marche) è molto cauto nell’affrontare la questione: «Chi si deve sacrificare deve avere però un ritorno perché non si può buttare via il lavoro di una vita senza avere, prima della partenza del Parco, la certezza di un risarcimento dei danni provocati. Finché non abbiamo questa certezza noi non accetteremo. Oggi sul tavolo comunale i rappresentanti delle regioni hanno dato garanzie per le disponibilità finanziarie, ora aspettiamo la quantificazione esatta».

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