SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sciarpa rossoblu al collo e faccia distesa. Gianni Tormenti al termine della partita con il Gallipoli, l’ultima della stagione, dispensa strette di mano. Il presidente della Samb ha l’aria di essersi tolto un peso dallo stomaco. Ci teneva a chiudere la stagione in bellezza, soprattutto dopo la scoppola di Ancona.
«Avevamo chiesto ai ragazzi l’ultimo sforzo – esordisce Tormenti – per salutare la città nel migliore dei modi. I cali di tensione nell’arco dell’anno? Non mi sento di condannare la squadra per qualche prestazione che ha lasciato a desiderare. Ognuno di loro ha dato il massimo e soprattutto siamo stati bravi a crederci nei momenti di difficoltà. Un grazie e un in bocca al lupo a tutti».
Samb che chiude all’ottavo posto. Un pizzico di rammarico per un posto play off poi non così distante?
«Siamo stati un po’ sfortunati in alcune occasioni, con un po’ di buonasorte potevamo forse raggiungere un risultato più eclatante. Voto alla società? Pensiamo, nel complesso, di aver fatto bßene. Quando si lavora è ovvio che si commettano degli errori, però eravamo partiti con un piede nella fossa. Abbiamo dimostrato bravura nel credere nelle persone giuste. Spero che la città e i tifosi si rendano conto che per la famiglia Tormenti quello appena andato in archivio è stato meno di un anno zero: quanto siamo entrati qui non c’era luce, gas e acqua, abbiamo fatto tanto. Ripartiamo sperando di fare meglio».
Seconda metà di maggio intensissima: vanno discussi i rinnovi del direttore generale Molinari, del diesse Pavone, ma anche quelli di allenatore e giocatori.
«Cominceremo a lavorare già dalla settimana entrante. Le assenze di oggi di Molinari e Pavone? Non significano niente: il primo aveva impegni di natura personale, mentre il secondo ha raggiunto Bressanone per le final eight del campionato Primavera».
La sensazione però è che con Molinari si possa essere rotto qualcosa (a causa della vicenda Desideri?). La sua conferma insomma, non è così sicura come poteva apparire qualche mese fa. Se fosse così anche la posizione del diesse pugliese sarebbe tutta da valutare. «Da giovedì ci metteremo al lavoro con i nostri dirigenti – taglia corto l’imprenditore di Martinsicuro – se ci saranno i presupposti andremo avanti con loro, in caso contrario non siamo spaventati dalla possibilità di dover ripartire da zero. Valuteremo le nostre esigenze e quelle dei diretti interessati».

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