ANCONA – Quattro poli museali, 23 collezioni, 6 laboratori didattici, biblioteche, video proiezioni, bookshop, un sito web visitato in meno di tre anni da 240 mila utenti: questi, in sintesi, i numeri che fanno del circuito “Musei Piceni” un progetto-pilota per la provincia di Ascoli Piceno e per tutta la Regione Marche.
Ma al di là dei numeri, la rete museale picena si caratterizza soprattutto per il forte legame con il territorio, per l’adeguamento delle strutture agli standard ministeriali – abbattimento delle barriere architettoniche, accessibilità ai non vedenti – e per utilizzo di tecnologie e di servizi innovativi. Avviato quattro anni fa con un accordo di programma cofinanziato dalla Comunità Europea,il progetto comprende i poli museali di quattro città: Montefiore dell’Aso, Monterubbiano, Offida e Ripatransone. Per la sua realizzazione sono stati impegnati poco meno di un milione di euro, tra risorse comunitarie e stanziamenti regionali e comunali. Ora, grazie al finanziamento di 50.000 euro concesso dalla Regione nell’ambito dei fondi comunitari dell’Ob.vo 2,misura 3.2.3, il progetto potrà essere completato. Le nuove risorse verranno utilizzate per migliorare il sistema di comunicazione e divulgazione, per promuovere la rete interritoriale e realizzare materiale promozionale. A consegnare simbolicamente agli amministratori comunali l’assegno, il secondo dopo quello di 30.000 euro assegnato nei giorni scorsi al sindaco di Spinetoli per la digitalizzazione del locale museo archeologico, è stato l’assessore regionale alla cultura Luigi Minardi durante la presentazione, nell’ambito della “Settimana della cultura”, del progetto “Museo e territorio”, a Ripatransone. Minardi ha definito il progetto “Musei Piceni” “un’iniziativa-pilota per la valorizzare attraverso l’associazionismo il “Museo diffuso” delle Marche”. L’assessore ha poi ricordato l’impegno della Giunta per migliorare la fruibilità dei circa 400 musei capillarmente diffusi sul territorio regionale, trasformandoli in “centri vitali di cultura capaci di trasmettere emozioni e di far conoscere la storia del territorio”. Al riguardo, ha ribadito la scelta del governo regionale di finanziare con 100.000 euro la Scuola di specializzazione in Beni culturali di Fermo. “L’obiettivo – ha precisato – è formare una cinquantina di operatori altamente specializzati, da utilizzare a supporto delle necessità dei musei locali”. Minardi ha, infine, sottolineato la necessità di introdurre nel sistema dei musei adeguati strumenti tecnologici, in modo da migliorarne la didattica e diffondere la conoscenza del patrimonio storico e artistico custodito che vi è custodito. (s.p.)

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