Una delegazione sindacale di Cgil, Cisl e Uil comparto artigiano, settore tessile abbigliamento, calzature, pelletterie, occhiali e lavanderie, è stata ricevuta in Regione presso l’Assessorato al Lavoro, in occasione dello sciopero nazionale di categoria per il rinnovo del contratto. Ad accogliere la rappresentanza dei lavoratori Antonio Mastrovincenzo, responsabile della segreteria dell’assessore al Lavoro, Ugo Ascoli, e Mauro Terzoni, dirigente del servizio Istruzione, Formazione e Lavoro. Il contratto nazionale che regola i rapporti di lavoro nelle aziende artigiane del comparto è scaduto dal 2000, mentre gli adeguamenti economici sono bloccati al 2005. 150mila, secondo le organizzazioni sindacali, i dipendenti del comparto, di cui 16mila nelle Marche, regione in cui l’artigianato in generale e quello relativo al tessile abbigliamento e calzatura rivestono un ruolo di primo piano. “Le questioni sul tappeto – hanno osservato i rappresentanti sindacali – inerenti la vertenza contrattuale non si esauriscono in rivendicazioni esclusivamente economiche, pur importanti considerato il divario con il medesimo comparto del settore industriale, bensì riguardano anche altri istituti, quali ad esempio la tutela della maternità”.
“Considerato il ruolo strategico del settore per l’economia regionale, per il dinamismo dei distretti produttivi e la competitività del Made in Italy – ha osservato Mastrovincenzo durante l’incontro – ci attiveremo immediatamente sia con le associazioni artigiane regionali, affinché si facciano parte attiva con le proprie strutture nazionali, sia con il Governo per un’iniziativa diretta al pronto riavvio della trattativa, ad oggi ferma. La positiva soluzione della vertenza avrebbe anche l’effetto benefico di sbloccare l’avvio dell’apprendistato professionalizzante del settore, istituto molto importante sia per le imprese che per i lavoratori, ma che ad oggi non può essere attivato proprio per la mancanza di un nuovo contratto collettivo”.(f.b.)

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